NAPOLI – Un’operazione ad alto impatto, condotta con determinazione per riaffermare la presenza dello Stato in aree sensibili della città. È questo il bilancio del servizio straordinario di controllo del territorio disposto dalla Questura di Napoli e messo in atto nelle scorse ore dagli uomini della Polizia di Stato. Le zone passate al setaccio sono state quelle, nevralgiche e complesse, di Porta Nolana, Porta Capuana e del quartiere Barra, teatri di un’azione coordinata che ha portato a 15 denunce e al sequestro di due armi da fuoco pronte all’uso.
L’attività, che ha visto un massiccio dispiegamento di forze dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, si è concentrata in primo luogo sull’identificazione di persone e sul controllo dei veicoli in transito. I numeri parlano chiaro: sono state 172 le persone identificate complessivamente. Di queste, ben 40 sono risultate avere precedenti di polizia, un dato che conferma la necessità di una pressione costante da parte delle forze dell’ordine in questi quadranti urbani. I controlli si sono estesi anche alla circolazione stradale, con 48 veicoli ispezionati per verificare la regolarità dei documenti e prevenire attività illecite.
Ma è nell’area di Porta Nolana che l’operazione ha svelato un diffuso sistema di illegalità. Qui, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, affiancati dal personale tecnico dell’Enel, hanno scoperchiato una vera e propria rete parallela di approvvigionamento energetico. Durante le verifiche sono state individuate ben 15 forniture elettriche allacciate abusivamente e in modo fraudolento direttamente alla rete pubblica. Un danno economico ingente per la collettività e una pratica pericolosa per la sicurezza. Il dettaglio più significativo è che la maggior parte di questi allacci illeciti, ben 13, serviva ad alimentare attività commerciali, mentre solo 2 erano destinati a utenze domestiche. Al termine degli accertamenti, i 15 titolari delle utenze sono stati tutti denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria per il reato di furto aggravato di energia elettrica.
Il ritrovamento più inquietante è avvenuto però nel quartiere Barra, nella periferia orientale della città. Durante un controllo mirato all’interno di uno stabile, gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra hanno rinvenuto due pistole. Non armi comuni, ma strumenti di morte resi irrintracciabili. La prima, una pistola calibro 9, era carica con due cartucce nel serbatoio; la seconda, una calibro 22, conteneva cinque proiettili. Entrambe le armi presentavano la matricola abrasa, un chiaro segnale della loro provenienza illecita e del loro probabile impiego in azioni criminali. Le pistole, perfettamente funzionanti e pronte a fare fuoco, sono state immediatamente sequestrate e saranno ora sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate in recenti fatti di sangue. L’operazione si conclude così con un bilancio pesante, che testimonia l’impegno incessante della Polizia di Stato nel contrastare tanto la microcriminalità diffusa quanto le più pericolose infiltrazioni della criminalità organizzata sul territorio.













