NOMI E FOTO. Scontro tra clan rivali, due arresti. Vicini al clan Iadonisi, spararono contro 4 uomini dei Troncone

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Gianluca Cuomo e Giuseppe Vitale
Gianluca Cuomo e Giuseppe Vitale

NAPOLI – Nuovo sviluppo nelle indagini sulla faida di camorra che ha contrapposto il clan Iadonisi del rione Lauro e la cosca Troncone di Fuorigrotta per il controllo delle attività illecite sul territorio. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due indagati ritenuti vicini al gruppo criminale degli Iadonisi.

In carcere sono finiti Giuseppe Vitale, 25 anni, e Gianluca Cuomo, 32 anni. Entrambi sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, di tentato omicidio plurimo, porto e detenzione di arma clandestina, ricettazione e rapina, reati contestati con l’aggravante del metodo mafioso.

Il provvedimento rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa condotta nel corso del 2024 dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Napoli e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini hanno consentito di ricostruire una serie di episodi di forte tensione verificatisi a Fuorigrotta, teatro dello scontro tra i due gruppi camorristici impegnati nella contesa per il controllo dei business illegali e dell’influenza sul territorio.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, uno degli episodi più significativi risale all’1 marzo 2024. In quella circostanza, i due indagati avrebbero affrontato quattro appartenenti al clan Troncone in una violenta rissa scoppiata in via delle Scuole Pie. Lo scontro sarebbe poi degenerato rapidamente fino all’utilizzo di un’arma da fuoco.

Gli investigatori contestano ai due indagati di aver utilizzato una pistola Beretta modello 92S con matricola abrasa, quindi clandestina. Durante l’azione sarebbero stati esplosi quattro colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo contro gli esponenti del clan rivale, che sarebbero riusciti a mettersi in salvo dandosi alla fuga.

Nel corso della precipitosa fuga, i quattro avrebbero abbandonato lo scooter sul quale viaggiavano. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il mezzo sarebbe stato successivamente sottratto dagli stessi Vitale e Cuomo, circostanza che ha portato alla contestazione del reato di rapina oltre che di ricettazione.

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia delinea uno scenario caratterizzato da una forte escalation di violenza tra le due organizzazioni criminali, entrambe interessate ad affermare la propria supremazia nell’area occidentale di Napoli. Gli episodi ricostruiti dagli investigatori evidenziano modalità operative riconducibili alle dinamiche tipiche delle guerre di camorra, con azioni dimostrative e intimidatorie finalizzate a consolidare il controllo del territorio e delle attività illecite.

L’episodio contestato agli indagati si inserisce in un quadro investigativo più ampio, caratterizzato da una crescente contrapposizione tra il clan Iadonisi del rione Lauro e il gruppo Troncone, organizzazioni da tempo al centro dell’attenzione degli investigatori per la loro influenza criminale nell’area occidentale di Napoli. Secondo gli inquirenti, la rivalità sarebbe stata alimentata dalla volontà di entrambe le compagini di consolidare il proprio predominio sui traffici illeciti e sulle attività estorsive, in un territorio ritenuto strategico per gli interessi della criminalità organizzata.

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