NOMI. Rapine in divisa, 4 arresti a Casalnuovo: nella banda anche due ex carabinieri

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Rapina a Napoli di falsi finanzieri
Rapina a Napoli di falsi finanzieri

CASALNUOVO – Sembrava una normale operazione di polizia: auto civetta con i lampeggianti accesi, casacche d’ordinanza con la scritta “Guardia di Finanza”, la fermezza tipica di chi indossa una divisa. Ma dietro quei volti severi e quei distintivi non c’era lo Stato, bensì una spietata banda di rapinatori professionisti. All’alba di ieri, la polizia di Stato ha messo fine alla corsa della gang, eseguendo sette misure cautelari emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Procura.

Tutto ha inizio il 15 febbraio 2023. In una Napoli ancora immersa nel trambusto mattutino, otto uomini piombano su una Società Cooperativa Sociale. Scendono da due auto identiche a quelle in uso alle forze dell’ordine, indossano le casacche delle fiamme gialle e muovono con precisione millimetrica. È un assalto brutale che frutta migliaia di euro. La Squadra Mobile di Napoli (con a capo Mario Grassia), coordinata dalla Procura, inizia a scavare dietro quella messinscena troppo perfetta per essere frutto di improvvisazione.

Il dettaglio più inquietante emerge dalle pieghe dell’indagine. Tra i quattro finiti in carcere figurano due ex sottufficiali dell’Arma dei carabinieri: Francesco Cangiano, 56 anni, e Arturo Lametta, 59 anni. Con loro, in cella, Vincenzo Carbone e Salvatore Lamanna, di 54 e 56 anni. Le indagini tecniche hanno svelato un’escalation criminale impressionante: tra aprile e luglio 2023, la banda ha firmato nove rapine a mano armata tra le province di Napoli e Caserta, accumulando un tesoro di circa 400mila euro.

Il cuore pulsante dell’organizzazione era un deposito a Casalnuovo. Un vero e proprio arsenale del travestimento: all’interno la Polizia ha rinvenuto armi, giubbotti antiproiettile, maschere cinematografiche, parrucche, ma soprattutto tesserini, divise originali, paline e berretti dei carabinieri e della Finanza. Un kit completo per ingannare vittime ignare che, vedendo una divisa, si fermavano fiduciose, finendo invece nel mirino di pistole vere.

Oltre ai quattro arrestati, il provvedimento colpisce altri tre soggetti con l’obbligo di dimora: si tratta di Raffaele D’Angelo (37 anni) e Pasquale Grazioso (31), mentre un settimo uomo risulta attualmente irreperibile. L’operazione di ieri rappresenta una risposta ferma dello Stato a un gruppo capace di inquinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, utilizzando i simboli della legge per commettere crimini. Resta fermo, per tutti gli indagati, il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Ma da ieri mattina, le “casacche gialle” della banda sono state definitivamente sostituite dalle manette della Squadra Mobile.

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