NAPOLI – Un gesto di civismo trasformato in un incubo di violenza. La notte tra il 29 e il 30 agosto 2026 ha lasciato una scia di sangue e sconcerto nel cuore della città, ai Giardini del Molosiglio, uno dei luoghi simbolo della movida e del passeggio sul lungomare. Un cittadino di origine ucraina, di cui non sono state ancora rese note le generalità, lotta ora in un letto d’ospedale, colpevole solo di aver tentato di agire da paciere, di aver provato a fermare una rissa che stava degenerando sotto i suoi occhi.
Secondo una prima, frammentaria ricostruzione degli inquirenti, tutto sarebbe accaduto a tarda notte. Un alterco, forse scoppiato per futili motivi tra due o più gruppi di persone, ha rapidamente alzato i toni. Grida, spintoni, fino a che la situazione è precipitata. È stato in quel momento che l’uomo, un cittadino ucraino che si trovava a passare o a trascorrere la serata nella zona, ha deciso di intervenire. Un atto di coraggio, un tentativo di riportare la calma e la ragione dove stavano prevalendo la follia e la violenza. La sua mediazione, però, ha sortito l’effetto opposto: uno dei contendenti, accecato dalla rabbia, ha estratto un’arma da taglio e lo ha colpito con uno o più fendenti, lasciandolo a terra in una pozza di sangue prima di darsi alla fuga con i complici.
Immediato l’allarme lanciato da alcuni passanti terrorizzati. Sul posto sono giunte in pochi minuti le ambulanze del 118 e le volanti della Polizia di Stato. Mentre i sanitari prestavano le prime, disperate cure al ferito, trasportandolo d’urgenza al più vicino ospedale, gli agenti hanno dato il via alle indagini e a una serrata caccia all’uomo. L’area è stata transennata per consentire i rilievi della Polizia Scientifica, a caccia di ogni traccia utile a identificare l’aggressore. Si stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e ascoltando i testimoni presenti, molti dei quali sotto shock.
La risposta delle istituzioni è stata immediata e ferma. La Prefettura di Napoli ha disposto un immediato e visibile rafforzamento delle attività di vigilanza e controllo del territorio in tutta l’area del Molosiglio e delle zone limitrofe, per prevenire il ripetersi di simili episodi e restituire un senso di sicurezza a cittadini e turisti.
Ma non è tutto. L’episodio, definito di “particolare gravità”, sarà al centro della prossima riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Un vertice straordinario per analizzare la dinamica criminale e valutare l’adozione di ulteriori e più incisive misure di prevenzione, incluso un potenziamento strutturale dei servizi di controllo.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso parole durissime: «La più ferma condanna per il grave episodio criminoso», manifestando al contempo «solidarietà e vicinanza alla persona ferita», con l’auspicio di una pronta e completa guarigione. Il Prefetto ha sottolineato la gravità dell’accaduto, «anche per le circostanze e il contesto nel quale si è verificato», un atto di violenza che colpisce un cittadino intervenuto per difendere la legalità e la civile convivenza.
«La sicurezza e la vivibilità degli spazi pubblici – ha concluso il Prefetto di Bari – costituiscono una priorità dell’azione delle Forze di polizia. Occorre mantenere alta e costante l’attenzione, soprattutto nei luoghi e nelle fasce orarie maggiormente esposti, affinché gli spazi della città possano essere vissuti da tutti nel pieno rispetto delle regole. In questa direzione, proseguirà senza sosta il lavoro di tutte le istituzioni e delle Forze di polizia coinvolte, nella convinzione che la prevenzione e una presenza qualificata e capillare sul territorio rappresentino strumenti essenziali per evitare il ripetersi di episodi di tale gravità». Mentre un uomo coraggioso lotta per la vita, la città si interroga e attende una risposta forte contro la violenza che ne ferisce il volto notturno.





