Ferrero e la Sampdoria: guai con la giustizia. Sequestrati 2,6 milioni di euro

Sotto chiave disponibilità finanziarie e un immobile residenziale di pregio a Firenze.

Ferrero nei guai con la Sampdoria
Foto LaPresse/Tocco Alessandro

ROMA – Grossi problemi con la giustizia per il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero. Questa mattina, la guardia di finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 2,6 milioni di euro. Sotto la lente di ingrandimento della magistratura sono finiti proprio Ferrero e altri 5 indagati, oltre alla società Uc Sampdoria. Sotto chiave disponibilità finanziarie e un immobile residenziale di pregio a Firenze.

Autoriciclaggio, truffa e appropriazione indebita: la Sampdoria e il presidente Ferrero nei guai. I soldi della cessione di Obiang utilizzati per sanare i debiti di altre società e a finanziare la produzione di un film

Alla Sampdoria sono stati sequestrati oltre 200mila euro. La quantificazione del reato tributario ipotizzato dalla Procura di Roma, le cui indagini hanno spinto il gip a emettere il decreto. Alla società vengono contestati, a vario titolo, i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, appropriazione indebita, autoriciclaggio, truffa e impiego di denaro di provenienza illecita. In particolare, secondo gli investigatori, dalle casse del club sarebbe stata distratta una parte del corrispettivo ottenuto per la cessione di Pedro Obiang al West Ham, avvenuta nell’estate del 2015. Circa 1,2 milioni di euro, utilizzando fatture per operazioni inesistenti emesse da società che sarebbero riconducibili proprio a Ferrero. Somma che, secondo quanto appurato nelle indagini, sarebbe stata impiegata per sanare i debiti di altre società del gruppo e per finanziare la produzione di un film.

Le finte controversie di lavoro e la casa di lusso a Firenze

Dalle indagini, inoltre, sarebbero emerse finte controversie di lavoro attraverso cui sono stati conclusi cinque accorti transattivi. Il tutto simulando l’esistenza di rapporti di lavoro subordinato con 5 società del gruppo Ferrero. Per ciascuna società ci sarebbe stata una percezione indebita di 100mila euro (500mila euro complessivi). Una buona parte di questa cifra, per gli investigatori, sarebbe servita per acquistare l’immobile residenziale di pregio sequestrato a Firenze, in via dei Renai.

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