Ode al casatiello, mescola i sapori e unisce i popoli. Ciccio Merolla: ma il migliore ’o fa mammà

NAPOLI – Mani che suonano, mani che impastano, mani che si portano alla bocca per cantare, per mangiare. E’ forte e immediato, eppure non scontato, il simbolismo che sta dietro a ‘Mpasta’ il brano ‘pasquale’ di Ciccio Merolla che celebra il “casatiello”, il lievitato tipico della cucina partenopea per questi giorni di festa.

La tradizione vuole sia preparato il giorno del venerdì santo, conservato gelosamente per due giorni per essere poi gustato durante il pic-nic di Pasquetta. Sempre che sia avanzato dal pranzo di oggi. L’augurio in musica del percussautore e cantante Merolla non poteva essere che all’insegna della napoletanità: da buon partenopeo ha voluto raccontare con la sua immancabile ironia, un rito che si perpetua nelle cucine all’ombra del Vesuvio, come un mantra gioioso e giocoso. L’assaggio del casatiello rappresenta un momento di convivialità e condivisione, di cui, i diversi ingredienti dell’impasto, sono metafora della ricchezza culturale che avviene attraverso l’incontro di  popoli e di culture diverse.

Il brano, il cui testo scritto da Ciccio Merolla, è un adattamento in lingua napoletana, di “Mustt Mustt” di Nusrat Fateh Ali Khan, cantante e musicista pakistano, scomparso nel 1997, che detiene il record mondiale per il maggior numero di dischi pubblicato da un artista Qawwali, la musica religiosa tipica del sufismo del subcontinente indiano. “Mustt Mustt” è un brano contenuto nell’omonimo album pubblicato dall’etichetta discografica di Peter Gabriel “Real World Record” e portato alla ribalta nella famosa cover dei Massive Attack.

“Nusrat Fateh Ali Khan – racconta Ciccio Merolla – è un artista che, tanti anni fa, mi ha fatto ascoltare Enzo Gragnaniello, la cui musica mi ha letteralmente folgorato, anche per l’’uso della tabla, strumento che studio e a cui sono particolarmente affezionato. Il pezzo in questione ha fatto il giro del mondo con tante cover, personalmente mi sono concesso una libertà maggiore, di mettere un testo originale napoletano, scherzoso, ma senza snaturare poi in realtà il messaggio musicale. Da buon napoletano, ho voluto celebrare il dono più divino dell’uomo: la vita stessa, e valori in cui credo fortemente come la condivisione e la ricchezza che avviene tra l’incontro di popoli diversi e l’ho fatto raccontando, attraverso una gestualità semplice, quella di preparare il cibo, che poi nasconde una delle azioni più nobili dell’essere umano: prendersi cura del prossimo”.

Il videoclip per la regia di Luciano Filangieri è disponibile da ieri sulle piattaforme social di Ciccio Merolla, mentre il brano si può ascoltare da subito e gratuitamente, grazie al codice QR apposto sulla cover del singolo.

Mai video fu più a tema, Ciccio… Ti piace il casatiello, eh?

E certo, da buon napoletano, mi piace assaje.

Musica e cucina… due forme d’arte in cui la manualità è importantissima. Tu ‘percuoti’ gli impasti come fai con le percussioni?

Musica e cucina hanno in comune due cose di fondamentale importanza: le mani e la creatività.  Per quanto mi riguarda io percuoto tutto quello che posso e ho scoperto che la pasta emette un suono davvero incredibile.

Quello del casatiello è un rito napoletano che però viene raccontato sulle note di un brano pakistano. Un mix di tradizioni e culture diverse che pure sono diventate un ‘impasto’ dal gusto assicurato…

Da quando da piccolo ho iniziato a studiare le tabla mi è sempre venuto spontaneo cantare delle cose napoletane su quei ritmi. Se l’impasto è riuscito spetta dirlo al pubblico.

In questo periodo sembra che per gli artisti sia diventato indispensabile ribadire concetti che sembrano quasi ‘scontati’. L’accoglienza, il valore della diversità, la condivisione… C’entra la politica?

E’ una questione di umanità, dove c’è l’arte la politica non c’entra mai. L’arte ci permette di essere connessi con tutto il mondo, mentre la politica, troppo spesso, alza i muri tra le persone le quali si sentono sole.Pasqua, resurrezione, rinascita.

Dove è quel germoglio in mezzo all’asfalto che rende Napoli qualcosa di più che ‘un casatiello’?

Napoli è il casatiello! Ovvero Napoli è l’unica città al mondo che non ha quartieri  in cui vivono gli stranieri, come accade ad esempio a Roma o in altre città italiane, ma qui si vive tutti insieme condividendo tutto e influenzandosi l’un l’altro. Altro che germoglio, qui ci sono già tanti frutti.

La tua Pasqua sarà di riposo o di lavoro? E, soprattutto, il migliore casatiello del mondo chi te lo prepara e come?

Mi dividerò tra famiglia e lavoro. Domani suonerò al Nabilah. Chi prepara il miglior casatiello del mondo? Sempe mammà.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome