Oleksandra Oliynykova ha conquistato l’accesso al terzo turno del Roland Garros, segnando il miglior risultato della sua carriera in un torneo dello Slam. Tuttavia, l’attenzione si è rapidamente spostata dal campo alla sala stampa, dove la tennista ucraina ha lanciato pesanti accuse nei confronti della sua prossima avversaria, la russa Diana Shnaider. L’incontro imminente è diventato così il centro di una controversia che intreccia sport e politica.
Il fulcro delle dichiarazioni di Oliynykova riguarda la presunta partecipazione di Shnaider a eventi legati a Gazprom, la multinazionale energetica russa controllata dal Cremlino. “In campo giocheremo e una vincerà, niente di speciale. Ciò che è grave è che ci sarà un match contro una persona che ha partecipato a un’esibizione promossa da Gazprom”, ha dichiarato Oliynykova. La tennista ha poi usato un paragone durissimo per esprimere il suo punto di vista: “È come giocare nella Germania nazista per gli agenti della Gestapo”.
Secondo l’atleta ucraina, il coinvolgimento con Gazprom equivale a un sostegno diretto alle azioni di Mosca. “Stanno finanziando i crimini di guerra”, ha spiegato, paragonando un torneo organizzato dalla compagnia a “un evento organizzato dalla compagnia che ha costruito Auschwitz”. Per dare concretezza alle sue parole, Oliynykova ha mostrato ai giornalisti presenti il suo cellulare, esibendo prove raccolte, tra cui screenshot di alcuni ‘like’ di Shnaider a post di propaganda e una foto della sua partecipazione a un evento Gazprom.
La posizione di Oliynykova è radicata in una drammatica esperienza personale, con il padre impegnato come soldato al fronte. Questa realtà quotidiana rende per lei impossibile separare il tennis dal conflitto in corso. “Sto soffrendo anche soltanto a stare a casa, con i soldi della Gazprom ci stanno attaccando”, ha detto. Ha poi sfidato direttamente i media a porre domande scomode alla sua avversaria: “Domandate a Diana Shnaider come si senta al fatto che Gazprom finanzi il rapimento dei bambini. Questa è partecipazione a un’azione di propaganda e normalizzazione della guerra”.
La giocatrice ucraina ha ribadito la sua intenzione di continuare a parlare, rifiutando di limitarsi a commentare aspetti tecnici del gioco. Le sue parole riecheggiano quelle di altre connazionali, come Marta Kostyuk, che in passato hanno criticato il circuito tennistico per un’apparente indifferenza verso la guerra. Oliynykova ha concluso con un messaggio inequivocabile sulla sua visione del conflitto: “Non vogliono la pace, vogliono occupare il mio Paese. C’è un solo modo corretto di finire questa guerra: la vittoria dell’Ucraina”. Il match contro Shnaider acquista così una valenza simbolica che trascende il risultato sportivo.













