Oltre Sinner, il tennis italiano vive un’età dell’oro

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Sport tennis
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Le critiche ricevute da Flavio Cobolli per la sua prestazione contro Arthur Fery non devono oscurare i risultati di un movimento tennistico che sta producendo cifre senza precedenti per l’Italia. L’abitudine alle imprese di Jannik Sinner, primo italiano ai vertici del ranking e già vincitore di quattro Slam, ha alzato le aspettative a un livello tale da far sembrare ordinario tutto il resto.

Tuttavia, i risultati che gli altri tennisti azzurri hanno ottenuto con costanza sono eccezionali, sia per gli standard storici italiani sia in termini assoluti. Il tennis è uno sport globale con un bacino di oltre 100 milioni di praticanti, dove emergere è sempre più difficile. Raggiungere le fasi finali dei tornei principali e posizionarsi tra i primi 20 giocatori del mondo è un traguardo straordinario.

L’Italia ha dimostrato una continuità impressionante: da sette Major consecutivi, almeno due giocatori azzurri hanno raggiunto i quarti di finale. Alle spalle di Sinner, il Paese può contare su un altro giocatore nella top ten, Flavio Cobolli, che migliorerà il proprio best ranking salendo al 9° posto, e su un totale di quattro atleti nei primi 20, includendo Lorenzo Musetti (15°) e Luciano Darderi (16°).

Un’analisi storica delle presenze italiane nel singolare maschile degli Slam, a partire dai quarti di finale, conferma questa età dell’oro. Dal primo quarto raggiunto da Uberto De Morpurgo a Wimbledon nel 1928, l’Italia ha collezionato 73 presenze in totale. Ben 32 di queste si sono concentrate a partire dal 2018, anno della semifinale di Marco Cecchinato al Roland Garros.

Il contributo non è solo di Sinner, che vanta 4 titoli Slam, 2 finali, 4 semifinali e 5 quarti. Anche Matteo Berrettini è arrivato in finale a Wimbledon, oltre a 2 semifinali e 4 quarti. Flavio Cobolli è stato finalista a Parigi e ha raggiunto altri 2 quarti. Lorenzo Musetti ha collezionato 2 semifinali Slam, mentre Matteo Arnaldi ha raggiunto una semifinale al Roland Garros e Lorenzo Sonego i quarti all’Australian Open.

Il confronto con le epoche passate è eloquente. La generazione di Adriano Panatta e Corrado Barazzutti, vincitrice della storica Coppa Davis del 1976, ha raggiunto complessivamente 10 volte i quarti di uno Slam. L’era precedente, quella di Nicola Pietrangeli, si era fermata a 15 presenze nei turni conclusivi dei Major.

Nessuna generazione ha mai eguagliato i risultati degli atleti attuali, che hanno riportato in primo piano uno sport rimasto nelle retrovie per quasi 40 anni. Dal 1981 al 2017, infatti, solo quattro italiani hanno raggiunto i quarti di finale in un torneo dello Slam. Sebbene Cobolli abbia giocato una brutta partita contro Fery, i numeri dimostrano che il movimento italiano gode di una salute straordinaria.

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