Gianfranco Zola è la figura scelta da Giovanni Malagò per rinnovare il calcio giovanile italiano. L’ex giocatore sta valutando il ruolo di supervisore al fianco del ct Mancini e del dt Ranieri, pur mantenendo l’incarico di vicepresidente vicario della Lega Pro.
La collaborazione con Ranieri sarebbe un ritorno al passato: fu lui a lanciare Zola nel Napoli post-Maradona. I due hanno poi lavorato di nuovo insieme anche al Chelsea, creando una solida intesa.
La loro visione comune punta a un cambiamento radicale. Ranieri ha recentemente affermato: “Dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale, perché i nostri allenatori nei settori giovanili sono troppo ossessionati dalla vittoria”.
Zola, che si è sempre definito un fantasista libero di creare, incarna questa filosofia. Se accetterà, porterà in FIGC il suo progetto già strutturato: la “Riforma Zola”.
Il piano è già in atto in Serie C, categoria che Zola ritiene fondamentale per la crescita dei calciatori. La sua riforma si basa sul fatto che molti campioni del mondo, come Tardelli e Grosso, sono emersi proprio dalla terza divisione.
La norma, introdotta in Lega Pro, obbliga ogni club a tesserare almeno sei giocatori del proprio vivaio. Il numero salirà progressivamente a sette e poi a otto nelle prossime stagioni.
Questi giovani calciatori non occuperanno posti nella lista dei 23, incentivandone l’impiego. Per i club inadempienti sono previste sanzioni economiche e un taglio dei fondi federali.
È stato inoltre introdotto un minutaggio minimo obbligatorio per i giovani, calcolato su cicli di sette gare, e un limite massimo di otto prestiti per squadra da altri campionati.
Questo progetto ha convinto Malagò a puntare sull’ex numero 10 per il rilancio del movimento. Zola è pronto a portare la sua esperienza per ricostruire il futuro della Nazionale partendo dalle fondamenta.




