L’Italia di Mancini riparte dai giovani e dal 4-3-3

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Cronache sport calcio
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L’Italia che ha trionfato a Wembley è passata alla storia per il suo gioco basato sul possesso e su un doppio play, Jorginho e Verratti, capace di dominare il centrocampo. Quel progetto si fondava su un 4-3-3 “mutante” che in fase offensiva diventava un 3-2-5. Ora Roberto Mancini ha avviato un nuovo ciclo, ripartendo da quel modulo ma con la necessità di trovare nuovi interpreti.

Il reparto portieri non rappresenta una preoccupazione. Gianluigi Donnarumma è un punto fermo di livello mondiale e alle sue spalle Carnesecchi si è affermato come secondo, mentre per il ruolo di terzo la scelta ricadrà su uno tra Vicario, Meret e Caprile.

In difesa, la chiave tattica del passato era l’accentramento di Di Lorenzo. Oggi, un giocatore con caratteristiche simili è Riccardo Calafiori, che potrebbe agire a sinistra con un terzino destro di spinta come Palestra. Sulla corsia mancina ci sono anche le opzioni Dimarco e Ruggeri, mentre si attende il ritorno ai suoi livelli di Cambiaso e si osservano giovani come Kayode e Udogie.

Al centro della difesa la situazione è più complessa. I nomi principali per due maglie sembrano essere Scalvini, Mancini e Bastoni, quest’ultimo non sempre a suo agio nella linea a quattro. Le speranze per il futuro sono riposte in giovani promettenti come Ahanor e Leoni, mentre tra i giocatori più esperti figurano Gatti, Buongiorno e Gabbia.

A centrocampo, l’eredità di Jorginho è pesante. L’interprete più adatto a quel ruolo di regista basso sembra essere Sandro Tonali. Altri candidati per la cabina di regia sono Locatelli, che ha già fatto bene con il CT, e Ricci.

Come mezzali, accanto al regista, Mancini potrebbe puntare su Nicolò Fagioli per replicare le funzioni di Verratti. Più probabile, però, una partenza con la certezza Barella, affiancato da un giocatore più offensivo come Pisilli, senza dimenticare profili come Frattesi, Ndour e Casadei.

Il ruolo di centravanti appare ben coperto. Pio Esposito rappresenta presente e futuro, Retegui è una scoperta dello stesso Mancini e Scamacca, se ritroverà la forma migliore, è un altro titolare. Si monitora la crescita di Camarda e Tresoldi.

Il 4-3-3 sarà la base, ma non si esclude il 4-2-3-1, sistema in cui Kean, Raspadori o Zaniolo potrebbero agire da seconda punta. Sugli esterni, in attesa del pieno recupero di Chiesa, i candidati sono diversi, dall’affidabilità di Politano a giovani come Koleosho. La base di talento su cui costruire la nuova Nazionale non sembra mancare.

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