Operaio morto mentre lavorava da Monetti a Chiaia. Il fratello: “Troppo silenzio, fuori la verità”

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Ciro Mennella (la vittima) e Salvatore Mennella
Ciro Mennella (la vittima) e Salvatore Mennella

SAN GENNARO VESUVIANO – Oggi ci sarà l’autopsia sulla salma di Ciro Mennella, l’operaio 46enne deceduto sabato mattina mentre portava avanti lavori di ristrutturazione alla gioielleria ‘Monetti’. Saranno gli esami a chiarire se la vittima è caduta dallo scaletto utilizzato per imbiancare le pareti perché colpito da un malore o se il decesso sia stato dovuto a cause accidentali inerenti la sua professione di imbianchino. Ipotesi che troverebbe riscontro nelle dichiarazioni di un testimone, che ha riferito di aver visto l’operaio cadere dallo scaletto mentre posizionava un pannello di vetro. Nel frattempo vanno avanti anche le indagini degli agenti di polizia intervenuti sul posto, che hanno sequestrato il cellulare di Ciro Mennella. Pare che l’imbianchino lavorasse a nero.

“Siamo in attesa di conoscere che cosa è successo – dice Salvatore Mennella, fratello della vittima – aspettiamo l’esito dell’autopsia per capire quale sia stata la causa della morte di Ciro. Faccio fatica a pensare che abbia perso l’equilibrio a causa di un malore, perché mio fratello non aveva patologie. Però è giusto aspettare gli esami dell’autopsia”.

“Anche perché – ha proseguito Salvatore Mennella – nel caso mio fratello fosse morto per cause inerenti il suo lavoro da imbianchino, allora è giusto che chi ha sbagliato, paghi. Ciro lavorava a nero per un’azienda da tre anni. Era in attesa di un regolare contratto di assunzione. Era un dipendente onesto. Quello che gli è capitato non è giusto”. Ciro Mennella aveva una compagna e un figlio di 5 anni. “A San Gennaro Vesuviano gli volevano bene tutti – ricorda Salvatore Mennella – mio fratello era generoso. Spesso non si faceva pagare per i lavori effettuati nelle loro abitazioni. Grande appassionato di calcio, si è sempre messo a disposizione anche del Club Napoli San Gennaro Vesuviano. Aveva iniziato dei lavori per ristrutturare un campetto in erba sintetica per il gusto di dare una mano”.

“Per me era come un padre – ha concluso Salvatore Mennella – superare la sua scomparsa sarà dura. Sabato era in compagnia di un suo collega e degli operai di un’altra azienda. Però, dai loro racconti non emergono elementi utili a capire che cosa gli sia successo. Aspettiamo di conoscere la verità”.

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