Detenuto ferisce a pugni un poliziotto al carcere “Saporito” di Aversa: recluso affetto da disturbi psichiatrici

210

AVERSA – Un nuovo episodio di violenza scuote il carcere “Saporito” di Aversa, dove un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto affetto da disturbi psichiatrici e colpito ripetutamente con pugni per futili motivi. L’episodio si è verificato all’interno dell’istituto penitenziario in circostanze che restano al vaglio della direzione e degli inquirenti, ma che riaccendono con forza il dibattito sulle condizioni di lavoro del personale e sulla gestione dei detenuti con fragilità psichiatriche.

Il poliziotto, rimasto ferito durante l’aggressione, è stato subito soccorso e accompagnato in ospedale dove i sanitari gli hanno diagnosticato lesioni con una prognosi di 25 giorni, un quadro che evidenzia la violenza dell’azione subita. A rendere noto l’accaduto è l’Uspp attraverso il delegato provinciale Angelo Palumbo che ha espresso “ferma condanna per i gravi fatti accaduti” riportando l’attenzione sulle condizioni operative degli agenti: “Quanto accaduto – ha dichiarato Palumbo – è la conferma delle nostre denunce: i colleghi non lavorano in sicurezza nell’istituto normanno”.

Parole che evidenziano una situazione che, secondo il sindacato, si protrae da tempo senza risposte strutturali adeguate. Solidarietà all’agente ferito è stata espressa dall’organizzazione sindacale che ha augurato una pronta guarigione dopo l’aggressione subita in servizio. Il caso è stato rilanciato anche dai vertici dell’Uspp con il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio che denunciano una situazione ormai strutturale: secondo i rappresentanti sindacali le carceri sarebbero diventate “reparti psichiatrici improvvisati” privi di personale specializzato e protocolli adeguati per la gestione dei detenuti con disturbi mentali.

“La polizia penitenziaria non può continuare a essere lasciata sola – affermano – a gestire soggetti affetti da gravi disturbi psichiatrici, spesso imprevedibili e potenzialmente pericolosi”. Nel loro intervento viene richiamata anche la chiusura degli ex ospedali psichiatrici giudiziari e le difficoltà operative delle REMS, considerate insufficienti a rispondere alle esigenze del sistema. L’episodio riaccende così l’attenzione sulle criticità del sistema penitenziario e sulla necessità di interventi urgenti per garantire maggiore sicurezza agli agenti e una gestione più adeguata dei detenuti con fragilità psichiche.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome