Paura ai Colli Aminei: in otto pestano due centauri, agente ferito

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Aggressione ai Colli Aminei
Aggressione ai Colli Aminei

NAPOLI – A poche ore dalla commemorazione di Giovanbattista Cutolo, un nuovo episodio di violenza giovanile ha sconvolto la notte nel quartiere Colli Aminei. La zona residenziale si è trasformata nell’ennesimo scenario di un brutale pestaggio ai danni di due giovani che si trovavano a chiacchierare in strada a bordo dei propri scooter. L’atmosfera serena è stata improvvisamente spezzata dall’arrivo di un gruppo formato da almeno otto persone che ha circondato e assalito le due vittime senza lasciare loro alcun margine di difesa. Gli aggressori hanno sferrato colpi selvaggi utilizzando armi improprie come un tirapugni e una pesante catena metallica, infierendo sui ragazzi e danneggiando pesantemente i loro motoveicoli.

Durante l’aggressione è intervenuto con grande coraggio un agente della polizia di Stato libero dal servizio che si trovava di passaggio e che ha tentato di bloccare uno dei responsabili in fuga. L’agente è stato a sua volta colpito e ferito alle braccia dal violento nel tentativo disperato di divincolarsi e far perdere le tracce tra le strade del quartiere. Le due vittime del pestaggio hanno riportato lesioni e contusioni giudicate guaribili in quindici giorni dai sanitari, mentre il poliziotto ha ottenuto una prognosi di due giorni per le ferite riportate.

L’immediata ed efficace attività d’indagine condotta dai carabinieri della stazione di Capodimonte ha permesso di fare subito luce sulla dinamica dell’accaduto. Decisive per le ricerche si sono rivelate le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona e il prezioso filmato estratto dalla dashcam installata sullo scooter di una delle vittime, unito alle testimonianze raccolte. Grazie a questi elementi, i militari sono riusciti a individuare cinque presunti componenti del commando, tra i quali figura anche un ragazzo minorenne.

I cinque identificati sono stati denunciati in stato di libertà e dovranno ora rispondere delle accuse di concorso in lesioni personali aggravate, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Stando alle prime ricostruzioni investigative, la violenta spedizione punitiva sarebbe scattata per futili motivi, forse scaturita da una parola di troppo o da un presunto commento provocatorio, che potrebbe essere stato rivolto da una delle vittime a uno degli aggressori che si trovava in auto con la fidanzata. Il giovane si sarebbe poi allontanato per tornare in forze con il resto della banda al solo scopo di vendicare l’affronto subito.

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