Juventus, Riedle incorona Woltemade: ‘Da doppia cifra’

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Cronache sport calcio
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La Juventus ha una lunga tradizione di calciatori tedeschi di successo, da Haller a Khedira, passando per campioni come Kohler e Moeller. A questa collezione si aggiunge ora un centravanti moderno, Nick Woltemade, il cui profilo è stato analizzato da un esperto d’eccezione: Karl-Heinz Riedle.

Ex attaccante della Germania e della Lazio, dove ha segnato 30 reti tra il 1990 e il 1993, Riedle offre una prospettiva unica. Anche lui, infatti, ha giocato nel Werder Brema, il club in cui Woltemade ha iniziato la sua carriera. Campione del mondo a Italia ‘90 e vincitore della Champions League con il Borussia Dortmund nel 1997, segnando proprio contro la Juventus in finale, Riedle ha descritto le caratteristiche del nuovo acquisto bianconero.

Nonostante i suoi 198 centimetri, Woltemade non è un centravanti d’area tradizionale. “È più un nove e mezzo”, ha spiegato l’ex giocatore. “È molto alto, è vero, ma possiede piedi delicati e una grande sensibilità per il gol. State tranquilli che sa bene dove si trova la porta”. Questa descrizione lo allontana dal cliché del classico ariete, suggerendo un profilo tecnico più raffinato.

Interrogato su un possibile paragone con i grandi attaccanti tedeschi del passato, Riedle ha sottolineato l’unicità del giocatore. “Ha caratteristiche abbastanza singolari, è dura accostarlo a un connazionale. Piuttosto, con le dovute proporzioni, in certi movimenti e colpi tecnici ricorda il giovane Ibrahimovic”. Un paragone impegnativo, che lo stesso Riedle ha subito mitigato: “Ibra, però, è Ibra…”. Ha anche liquidato la somiglianza estetica con Rudi Voeller: “Di viso sì, ma le similitudini finiscono lì, sono punte diverse”.

Dal punto di vista tattico, l’ex nazionale tedesco ha immaginato Woltemade come un giocatore estremamente versatile. Grazie alla sua mobilità, potrà agire non solo come riferimento offensivo centrale, ma anche arretrare il proprio raggio d’azione per dialogare con i compagni. “Può partire da seconda punta o giocare in coppia con un altro attaccante”, ha affermato Riedle, suggerendo la sua idoneità a diversi moduli tattici.

La sua carriera ha conosciuto fasi alterne. Dopo l’esordio con il Werder Brema, ha vissuto una stagione di grande successo con lo Stoccarda, dove ha mostrato tutto il suo potenziale offensivo. Le prestazioni in Bundesliga hanno convinto il Newcastle a fare un investimento importante per portarlo in Premier League, campionato in cui ha avuto un rendimento discontinuo, soprattutto nella seconda parte dell’ultima stagione.

Riguardo al suo potenziale realizzativo in Serie A, Riedle si è mostrato molto ottimista, legandolo a un fattore chiave: la fiducia. “Se sentirà la fiducia dell’allenatore e del gruppo, andrà sicuramente in doppia cifra”, ha dichiarato. L’ex attaccante si è spinto oltre, ipotizzando un traguardo ambizioso per la sua prima stagione in bianconero: “Credo possa arrivare a segnare una quindicina di gol”.

Infine, un commento sulla personalità del giocatore. “Mio figlio lo conosce personalmente e mi dice che è un bravo ragazzo, solare e divertente, con uno spirito simile a quello italiano”, ha concluso Riedle. Un aspetto che potrebbe facilitare il suo ambientamento a Torino e nel campionato italiano.

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