NAPOLI – Un episodio di violenza ha scosso l’ospedale Cardarelli, dove un’operatrice socio-sanitaria della Radiologia è stata aggredita da un paziente che ha tentato di strangolarla. L’aggressione è avvenuta, mentre l’operatrice accompagnava un altro degente nel Pronto Soccorso. Il violento attacco ha causato alla donna lesioni giudicate guaribili in 21 giorni. Solo il tempestivo intervento dei colleghi della giovane e delle guardie giurate in servizio ha evitato conseguenze ancora peggiori.
Si tratta della prima aggressione fisica del 2026 nell’area di emergenza del nosocomio, dopo un semestre caratterizzato solo da violenze verbali. L’autore del gesto era giunto al Cardarelli il 7 luglio tramite il 118 per gravi ustioni di secondo e terzo grado alle gambe. Dopo aver ricevuto una consulenza specialistica in Chirurgia Plastica, l’uomo era in attesa del trasferimento in reparto. Tuttavia, il giorno successivo si era allontanato arbitrariamente dalla struttura, per poi rientrarvi nel tardo pomeriggio. Riportato in ospedale nuovamente dal 118, l’uomo si presentava in forte stato confusionale e con gravi disturbi del comportamento. La sua condotta è degenerata fino al drammatico tentativo di strangolamento. Attualmente il paziente è stato denunciato dalle forze dell’ordine, ma resta ricoverato per le ustioni. Il direttore generale del Cardarelli, Antonio d’Amore, ha subito accolto la vittima per esprimerle la massima solidarietà. L’azienda ha prontamente attivato il protocollo anti-aggressione, facendosi carico dell’intera procedura legale e amministrativa. Questo meccanismo solleva i dipendenti dall’onere burocratico e include un percorso personalizzato di supporto psicologico.
Anche la politica regionale ha fatto sentire la sua voce tramite Ciro Buonajuto, presidente della Commissione Sicurezza. Buonajuto ha evidenziato come la sola vigilanza non basti, poiché esiste una preoccupante deriva culturale contro i sanitari. Il diritto alla salute, ha ribadito il consigliere, non può mai essere rivendicato attraverso l’uso della violenza. I sindacati hanno espresso profonda preoccupazione per il clima di costante pericolo in cui opera il personale ospedaliero. Antimo Morlando della Fp Cgil Campania ha definito intollerabile che i lavoratori debbano rischiare la vita in servizio. Parallelamente, i vertici di Anaao Assomed, Vincenzo Bencivenga ed Eugenio Gragnano, hanno puntato il dito contro i social network. I rappresentanti sindacali denunciano come i processi sommari sul web alimentino un clima d’odio e sospetto nei reparti. La spettacolarizzazione mediatica di vicende cliniche non verificate trasforma i medici in bersagli della rabbia sociale. Senza una netta difesa istituzionale dell’onorabilità dei camici bianchi, il rischio è lo svuotamento dei reparti d’emergenza. Il continuo ripetersi di aggressioni mette a serio rischio la tenuta psicologica di un’intera categoria professionale già stremata. Le corsie degli ospedali campani si stanno trasformando in trincee dove la paura condiziona l’operato quotidiano di medici e infermieri. Servono ora interventi strutturali. I sindacati chiedono a gran voce l’istituzione di presidi di polizia fissi e attivi ventiquattr’ore su ventiquattro in tutti i pronto soccorso.













