Poliziotti uccisi a Trieste, il Questore: evitata una mattanza. Il giudice conferma il carcere per i killer

Ad evitare la strage la prontezza degli agenti intervenuti in Questura

TRIESTE “Fasi estremamente concitate”: così le ha definite Giuseppe Petronzi, questore di Trieste, guardando le immagini della sparatoria che è costata la vita ai due agenti Pierluigi Rotta Matteo Demenego. “Concitate” e al tempo stesso “drammatiche – ha aggiunto il capo dei poliziotti triestini – che hanno testimoniato la capacità di risposta dell’apparato che è riuscito a rendere inerte e a fermare la persona immediatamente, scongiurando la possibilità che potesse fare danni peggiori”.

Parte della sparatoria è stata ripresa dalle telecamere esterne al palazzo. La situazione si è mostrata complicata e il rischio di una strage concreto.

“L’omicida – ha aggiunto il questore – aveva delle armi in pugno ed era all’interno della Questura, fortunatamente e tragicamente c’eravamo solo noi poliziotti, quindi fortunatamente non erano esposte altre persone. La potenzialità – ha proseguito il Petronzi – era tale che il bilancio avrebbe potuto essere più tragico”.


Intanto le condizioni di Meran sono stazionarie. Al momento è ricoverato nel reparto di medicina d’urgenza di Cattinara piantonato dalle forze dell’ordine. Anche per quanto riguarda gli altri agenti feriti le notizie sono buone. Intanto è arrivata l’ordinanza che dispone il carcere per il dominicano che ha ucciso i due poliziotti.
Dopo l’ospedale Meran andrà in carcere immediatamente e resterà in cella almeno un anno in attesa di processo. La decisione è stata presa dal gp Massimo Tomassini . Nella sua ordinanza il giudice ha sottolineato il pericolo di fuga del dominicano e l’aggravante della recidiva. “L’indagato- secondo il giudice – è gravemente indiziato di reati di assoluta gravità e che poteva avere un esito ancora più tragico”. Il magistrato ha parlato chiaramente di “mattanza”. E di un soggetto che aveva “familiarità con le armi”.

Umberto Caiazzo

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