Prato, smaltimento illecito di scarti tessili: 8 misure cautelari

Otto ordinanze di misura cautelare, 34 persone indagate complessivamente, perquisizioni e sequestri, emessi dal gip del tribunale di Firenze tra le Province di Prato, Pisa, Vicenza e Pesaro Urbino.

Foto LaPresse - Francesco Moro 18-04-2017 treviglio(Italia)Cronaca : Capannoni industriali in vendita Nella foto:i capannoni industriali abbandonati o in vendita nella aree PiP 1 e 2 a Treviglio Foto LaPresse - Francesco Moro April 18-2017 treviglio(Italia) news:Industrial buildings for sale in the picture:abandoned industrial warehouses or on sale in the PiP areas 1 and 2 in Treviglio

FIRENZE – Otto ordinanze di misura cautelare, 34 persone indagate complessivamente, perquisizioni e sequestri, emessi dal gip del tribunale di Firenze tra le Province di Prato, Pisa, Vicenza e Pesaro Urbino. E’ il bilancio dell’operazione denominata ‘Tex MaJhong’, scattata all’alba di oggi, diretta dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo e coordinata dal sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Leopoldo De Gregorio, che ha portato a disarticolare un’intera filiera dello smaltimento illegale degli scarti tessili: dalle varie manifatture cinesi della provincia di Prato fino ai capannoni dismessi nonché allo smaltimento illecito all’estero. Oltre 10.000 le tonnellate di rifiuti speciali raccolte mediante un capillare e radicato sistema di ritiro ‘a nero’ presso le aziende manifatturiere alla base degli ingenti illeciti. Le attività di indagine sono state effettuate dalla sezione di polizia giudiziaria della procura congiuntamente alla polizia municipale di Prato. Agli indagati vengono contesati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti su tutto il territorio nazionale e traffico transfrontaliero di rifiuti verso paesi dell’Unione europea.

Il provvedimento del gip del tribunale di Firenze si basa sui gravi indizi di colpevolezza acquisiti durante l’indagine, avviata nel 2018 e convenzionalmente definita ‘Tex Majhong’, in ragione proprio dell’analogia mostrata dai consociati criminali con il gioco d’azzardo di origine cinese, che ha previsto ogni volta l’aggiustamento delle tessere in varie combinazioni e riorganizzazioni al fine di scongiurare l’attività via via intrapresa della polizia giudiziaria per contrastare la gestione degli scarti tessili raccolti illecitamente dalle aziende di Prato.

Grazie al lavoro degli investigatori del nucleo investigativo/ambientale della polizia municipale di Prato è stato così individuata una prima triade criminale, composta da 3 soggetti, due italiani ed una donna cinese, che si occupavano della raccolta dei rifiuti presso i vari pronto moda e confezioni di abbigliamento dell’hinterland pratese, mediante un apposito servizio di ritiro ‘porta a porta’.

L’attività successiva, fatta di intercettazioni, appostamenti, pedinamenti, tracciatura dei mezzi mediante apparati satellitari ha portato gli investigatori all’individuazione di due filoni di smaltimento parallelo, uno nelle Marche e l’altro in regioni del Nord Italia; comune denominatore l’individuazione di capannoni industriali dismessi, siti in luoghi appartati per i quali veniva corrisposto il canone di locazione solo per i primi mesi e dove quindi gli scarti tessili, fatti viaggiare con documentazione che attestava ‘magicamente’ la perdita dello status di rifiuto, senza che in realtà gli stessi fossero stati sottoposti ad alcuna delle attività previste dalla normativa, quali la cernita selezione ed igienizzazione, venivano ivi abbandonati.

Sia i capannoni che i mezzi utilizzati per la raccolta presso le confezioni e i pronto-moda cinesi presentavano autorizzazioni inesistenti, clonate da altre aziende, o falsificate nella parte riguardante la possibilità di poter trattare i rifiuti tessili.

Elevati profitti per tutti i componenti dell’associazione criminosa, con un illecito profitto stimato, nell’arco temporale di circa un anno e mezzo di 800.000 euro.

(LaPresse)

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