Trump ancora contro Twitter, ma elogia la Nigeria per la sospensione del social

L'ex presidente Usa, Donald Trump, ha elogiato il governo della Nigeria per avere sospeso Twitter, a tempo inderterminato la scorsa settimana, e ha invitato gli altri paesi a seguire l'esempio.

Donald Trump (AP Photo/Alex Brandon, File)

TORINO – L’ex presidente Usa, Donald Trump, ha elogiato il governo della Nigeria per avere sospeso Twitter, a tempo inderterminato la scorsa settimana, e ha invitato gli altri paesi a seguire l’esempio. “Congratulazioni al paese della Nigeria, che ha appena sospeso Twitter perché ha censurato il suo presidente. Più PAESI dovrebbero vietare Twitter e Facebook per il fatto che non consentono un discorso libero e aperto: tutte le voci dovrebbero essere ascoltate”, ha detto Trump in una nota. “Chi sono loro per decidere cosa siano il bene e il male, se sono loro stessi il male?”, ha aggiunto il tycoon. Il Paese dell’Africa occidentale ha vietato l’uso della piattaforma di social media dopo che Twitter ha sospeso l’account del presidente Muhammadu Buhari. Quest’ultimo in un tweet, poi rimosso dal social di Dorsey, faceva riferimento alla guerra civile nigeriana, risalente a 40 anni fa, e minacciava in modo velato i sostenitori di un movimento secessionista nel sud-est del Paese. Twitter ha rimosso il contenuto, affermando che fosse in violazione della loro policy per i comportamenti abusivi. Lo riporta The Hill.

 Le autorità nigeriane hanno accusato la piattaforma di consentire la diffusione di “disinformazione e notizie false”. Il governo nigeriano ha detto riferito che la rimozione del tweet è stata “deludente”, ma non è stata l’unica ragione per la sospensione “temporanea” di Twitter. Il ministro dell’Informazione Lai Mohammed ha dichiarato al programma BBC Focus on Africa che la piattaforma è stata utilizzata da Nnamdi Kanu, leader del gruppo separatista Ipob, per dirigere attacchi contro il governo nella regione sudorientale. “Questo viene fatto in modo coerente e intenzionale senza conseguenze”, ha precisato. Dal canto suo, Trump, che è ricorso ad ampio uso dei social media durante la campagna presidenziale del 2016 e per la durata del suo mandato, è stato bandito in modo permanente da Twitter per il suo ruolo nell’attacco del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti. Anche Facebook lo ha cacciato dalla sua piattaforma, estendendo di recente la sua sospensione fino al 2023.

(LaPresse)

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