PRELIEVO DA UN CONTO FANTASMA: IL CAPPUCCIO TRADISCE 48ENNE ROMANO, ARRESTATO A NAPOLI

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NAPOLI – Un cappuccio calato sulla testa in una calda serata di fine giugno. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma che ha innescato il fiuto investigativo di una pattuglia dei Carabinieri, portando alla luce un’intricata vicenda di frode che potrebbe avere ramificazioni internazionali. È finita con le manette ai polsi l’operazione sospetta di Simone Mazzocchi, 48enne originario di Roma ma evidentemente in “trasferta” nel capoluogo campano, arrestato ieri sera nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

La scena si è consumata intorno alle 19:30. I militari della locale stazione stavano effettuando un normale servizio di controllo del territorio lungo il corso San Giovanni quando la loro attenzione è stata catturata da una figura solitaria ferma davanti allo sportello bancomat dell’istituto di credito Intesa San Paolo. L’uomo, con il volto parzialmente celato dal cappuccio di una felpa nonostante la temperatura mite, stava armeggiando con l’ATM. Un comportamento anomalo, un segnale d’allarme che per i carabinieri esperti del territorio è stato impossibile ignorare. Quel cappuccio, più che proteggere dal freddo inesistente, sembrava voler nascondere un’identità e un’intenzione.

Decisi ad approfondire, i militari si sono avvicinati con discrezione. Hanno atteso che l’uomo completasse l’operazione e, nel momento esatto in cui le banconote sono uscite dall’erogatore, sono intervenuti. L’uomo, identificato poi come il già citato Simone Mazzocchi, classe 1978 e con precedenti specifici a suo carico, è stato bloccato con ancora in mano la somma di 500 euro appena prelevata.

Colto di sorpresa, il 48enne ha avuto una reazione istintiva e maldestra. Con un gesto fulmineo ha tentato di disfarsi delle prove, gettando a terra la carta di credito utilizzata per il prelievo e un piccolo bigliettino di carta. Un tentativo vano: i carabinieri hanno immediatamente recuperato sia la tessera magnetica che il foglietto, sul quale erano appuntate a mano alcune cifre, con ogni probabilità il codice PIN associato.

È a questo punto che la vicenda ha assunto i contorni di un vero e proprio giallo. La carta di credito, infatti, non apparteneva a Mazzocchi. L’intestataria è risultata essere una donna di 93 anni, cittadina del Regno Unito. Dalle prime verifiche, la donna è risultata del tutto irreperibile e, secondo gli inquirenti, è molto probabile che sia deceduta. Si è aperto così uno scenario inquietante: come è finita quella carta nelle mani di un pregiudicato romano a Napoli? Si tratta di un caso isolato di ricettazione o della punta di un iceberg di una più vasta organizzazione dedita alla clonazione di carte o a truffe ai danni di anziani, magari stranieri e soli?

Sono queste le domande a cui ora cercano di dare una risposta gli investigatori. Simone Mazzocchi, dopo le formalità di rito, è stato dichiarato in stato di arresto con le accuse di utilizzo indebito di strumenti di pagamento e ricettazione. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto presso il carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida. Le indagini, tutt’altro che concluse, proseguono a ritmo serrato per ricostruire l’intera filiera criminale, risalire all’origine della carta “fantasma” e accertare se l’uomo abbia agito da solo o per conto di un’organizzazione strutturata.

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