Puigdemont parla davanti a 300 sostenitori riuniti a Waterloo

Sono state issate le bandiere della Catalogna e dell'Unione europea; in seguito è stato intonato l'inno catalano

LP / AFP PHOTO / JOHN THYS

WATERLOO (BELGIO) (LaPresse/AFP) – L’ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha parlato nel pomeriggio davanti a circa 300 sostenitori riuniti a Waterloo, alle porte di Bruxelles. Ciò, per festeggiare il suo ritorno in Belgio quattro mesi dopo il suo arresto in Germania. Parlando dalla scalinata della villa in cui Puigdemont abita, non lontano dal luogo della sconfitta di Napoleone nel 1815, il leader indipendentista 55enne ha invitato le autorità spagnole a liberare i prigionieri politici. “Non c’è alcuna ragione politica, giudiziaria e democratica che giustifichi che passino un minuto di più in prigione“, ha affermato. E’ stato, ovviamente, accolto dagli applausi dei simpatizzanti sotto un sole cocente. Alcuni dei presenti sventolavano bandiere indipendentiste. Nove dirigenti catalani sono attualmente agli arresti in Spagna con l’accusa di ribellione. Mentre altri sei indipendentisti, fra cui Puigdemont, vivono in esilio all’estero.

Alla fine del discorso di Puigdemont sono state issate contemporaneamente le bandiere dell’Unione europea e della Catalogna; poi è stato intonato l’inno catalano

La villa in cui Puigdemont abita a Waterloo è stata ribattezzata ‘Maison de la République’, cioè ‘Casa della Repubblica’: è da qui che l’ex governatore catalano conta di guidare la lotta indipendentista e proverà a mettere in piedi un ‘Consiglio della Repubblica’, organo non ufficiale della causa separatista in esilio, mirando alla sua internazionalizzazione. Ad accoglierlo al suo arrivo c’era uno striscione giallo con la scritta ‘Welcome president’, cioè ‘Benvenuto presidente’, appesa a una siepe dai suoi sostenitori.

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