Raid di piombo a Scampia, 26enne ferito da un proiettile

Ancora sangue nell’area nord di Napoli. Emanuele Di Meglio ferito in un agguato

NAPOLI – Uno scooter che sfreccia nella notte, almeno tre spari, un ragazzo che cade, ferito, nel cuore di Scampia. Ancora sangue nell’area nord di Napoli. Dopo il raid Emanuele Di Meglio, 26enne incensurato residente nella zona, ha preso il telefono e chiamato il cognato. Una richiesta di aiuto immediata, intorno a mezzanotte.

L’uomo si è precipitato sul posto e ha accompagnato il giovane in ospedale. Un proiettile sparato dai banditi in scooter lo ha raggiunto al gluteo. A prenderlo in consegna sono stati i medici dell’ospedale Cardarelli. E la situazione si è fatta rapidamente preoccupante. Perché quel proiettile entrato si è fatto largo fino all’intestino. I camici bianchi hanno deciso per una immediata operazione che è stata effettuata nel cuore della notte. Emanuele è in prognosi riservata, ma i medici sono ottimisti sulla sua ripresa. Sarebbe fuori pericolo di vita.

I poliziotti del commissariato più vicino all’ospedale, quello dell’Arenella, si sono recati nel nosocomio collinare. La vittima non ha potuto raccontare l’accaduto e fornire elementi. Lo ha fatto il cognato, che ha raccontato della telefonata, di almeno due aggressori in sella a uno scooter e dei colpi di pistola. Più di uno. Erano, infatti, almeno tre. Gli agenti della Squadra Mobile hanno effettuato rilievi in via Labriola. E hanno trovato i segni di tre proiettili che sono andati a colpire un’autovettura, una Peugeot 208, a poca distanza, in via Copernico: uno sul lunotto, uno sul paraurti e uno sul fianco. Sembra la dinamica di un agguato premeditato. Ma le indagini sono appena cominciate e l’ipotesi dell’aggressione a seguito di una lite non può assolutamente essere esclusa. Il 26enne risulta totalmente estraneo alla malavita.

Nelle prossime ore gli investigatori proveranno a ricostruire nel dettaglio quanto è avvenuto. Nella speranza che Emanuele Di Meglio possa riprendersi, venir fuori dall’enorme pericolo che sta correndo, e raccontare la sua versione dei fatti. Verifiche sono in corso anche sulla vettura trovata con i segni della sparatoria. Via Labriola è stata a più riprese nel corso degli ultimi due decenni scenario di regolamenti di conti, di omicidi, di operazioni di polizia. Il rumore dei colpi di pistola non è, purtroppo inusuale, per chi ci vive. E’ stato uno dei principali teatri di scontro della prima faida di Scampia, dell’inizio della rivolta contro lo strapotere del clan Di Lauro. E non sono mancate le vittime innocenti, come Antonio Landieri, che aveva 25 anni nel novembre 2004 quando fu colpito in via Labriola, all’altezza dei ‘Sette Palazzi’. Il vicino stadio di via Hugo Pratt oggi porta il suo nome. Un segno di speranza in una terra in cui si continua a sparare.

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