Regione, la minoranza sull’Aventino diventa stampella di De Luca

Per l’esponente dei Riformisti non c’erano i numeri per impensierire la maggioranza

Foto Marco Alpozzi - LaPresse Nella foto: Vincenzo De Luca

NAPOLI – Un gesto che fa discutere quello dell’opposizione in consiglio regionale che ha lasciato campo libero alla maggioranza De Luca abbandonando l’aula nel corso della seduta dell’altro ieri. “Abbiamo abbandonato la sala consiliare perché non siamo stati messi in condizione di fare il nostro lavoro – nota il consigliere dei Moderati e riformisti Livio Petitto – il ruolo del Consiglio è stato sminuito e del resto questa giunta ci ha abituati a questi comportamenti. Avevamo già fatto presente in conferenza dei capigruppo di essere impossibilitati a presentare una controproposta di minoranza, come in genere avviene”.
Il Documento di economia e finanza della Regione (Defrc 2024-2026) licenziato nei giorni scorsi dalla commissione regionale Bilancio prima di approdare in Consiglio, “conta 600 pagine – ricorda Petitto – e viene proposto in un momento storico particolare, con un dispiegamento di fondi nazionali ed europei,, per cui ci sarebbe bisogno di una discussione approfondita”.
Invece, “per l’approvazione siamo arrivati alla vigilia della pausa estiva e non c’è il tempo materiale per leggere gli atti, depositati – va ricordato – appena lunedì sera. Sfido chiunque a farsi un’idea del Documento in 48 ore. Abbiamo fatto presente questa impossibilità e poi ci siamo allontanati dall’aula”.
Di fatto, però, con questa scelta la maggioranza De Luca non ha avuto ostacoli. E viene da chiedersi se l’opposizione intenda insistere su questo Aventino, atteggiamento assai poco produttivo. “Ce ne siamo andati per non renderci complici, non certo per facilitare il compito della coalizione di governo regionale e avallare atti approvati a colpi di maggioranza”. Anche se l’opposizione fosse restata in aula in massa, dice ancora il consigliere, non avrebbe avuto comunque i numeri per impensierire De Luca: “Quando si tratta di votare, i componenti della coalizione sbucano dai pilastri”.
Le accuse di scarsa democrazia sono state respinte dall’assessore al Bilancio Ettore Cinque: “Nonostante i tempi stretti, è stato garantito un ampio confronto per giungere all’approvazione del Defrc nei tempi previsti in vista, poi, della Nota di aggiornamento, prevista in autunno, dopo l’approvazione da parte del Governo, il quale, il 27 luglio scorso ha fatto pervenire una proposta di modifica del Pnrr con definanziamento per sedici miliardi di interventi fondamentali, senza mai aver consultato né la Regione né i Comuni”.
L’impossibilità dei esaminare il Def è stata notata anche da Alfonso Piscitelli di Fratelli d’Italia Da parte sua, Stefano Caldoro dei Moderati e riformisti ha dichiarato che “nel Def bisognava essere più chiari. Con una operazione verità, in linea con quanto detto da Enti Terzi e certificatori vari, bisognava ricordare che siamo ultimi nella sanità, nei trasporti, nell’utilizzo dei fondi europei”.

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