Roma, negati due rigori in Champions: il fallo su Dybala

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Cronache Mercato
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La Roma ha iniziato il suo percorso nella nuova fase campionato della UEFA Champions League con una partita intensa e ricca di episodi discussi in casa del Fenerbahce. La formazione giallorossa ha recriminato per due decisioni arbitrali avvenute in rapida successione nel secondo tempo, che hanno infiammato il finale di gara.

Il primo episodio si è verificato intorno al 68° minuto. Bryan Cristante ha servito un pallone preciso per Paulo Dybala sulla trequarti. L’attaccante argentino si è girato con rapidità, ha puntato l’area avversaria e, proprio mentre stava per entrare nei sedici metri, è stato sgambettato da un intervento di Kerem Akturkoglu. L’inerzia della caduta ha portato il giocatore dentro l’area, generando l’impressione iniziale di un calcio di rigore.

L’arbitro spagnolo Gil Manzano, dopo un istante di valutazione e un rapido consulto con il VAR, ha però assegnato un calcio di punizione dal limite. Le immagini hanno confermato la sua decisione: il contatto falloso del difensore turco è avvenuto una frazione di secondo prima che l’attaccante della Roma varcasse la linea bianca dell’area di rigore. Una questione di centimetri che ha fatto la differenza tra punizione e penalty.

Appena quattro minuti più tardi, al 72°, si è consumato il secondo momento di tensione. Un altro calciatore giallorosso si è lanciato in una veemente percussione palla al piede, superando in velocità il suo marcatore. Anche in questa circostanza, un contrasto lo ha atterrato proprio a ridosso dell’area del Fenerbahce, scatenando nuove e forti proteste da parte della panchina e dei giocatori in campo.

A differenza del caso precedente, il direttore di gara ha lasciato proseguire il gioco, non ravvisando gli estremi né per il calcio di rigore né per la punizione dal limite. La sua interpretazione è stata quella di un contatto non sufficientemente falloso per interrompere l’azione. Entrambe le situazioni, molto rapide e di difficile lettura, hanno evidenziato come le decisioni al limite dell’area rappresentino una delle sfide più complesse per gli arbitri, anche nell’era della tecnologia. La Roma è tornata dalla trasferta con il rammarico per queste due occasioni sfumate.

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