Il possibile ritorno di Francesco Totti nella Roma, in una nuova veste dirigenziale, ha subito una brusca e inaspettata frenata. Quella che fino a circa due mesi fa appariva come una trattativa ben avviata e destinata a una conclusione positiva si è trasformata in un silenzio prolungato, che ha lasciato la questione in uno stato di totale incertezza.
I contatti tra l’ex capitano e la proprietà dei Friedkin, infatti, si sono completamente interrotti dopo un avvio promettente. Un raffreddamento dei rapporti che ha sorpreso lo stesso Totti, il quale attendeva sviluppi concreti. La presenza di Ryan Friedkin a Trigoria in questi giorni è vista come l’occasione decisiva per sbloccare l’impasse e ottenere finalmente una risposta chiara sul suo futuro all’interno del club.
Il progetto discusso prevedeva un ruolo di grande prestigio e valore strategico: quello di ambasciatore del club a livello internazionale, con un focus particolare sulla stagione 2026-27. Un’annata simbolica, poiché coinciderà con il centenario della società giallorossa, un evento che richiederà una comunicazione e un’immagine impeccabili. Nessuno meglio di lui, icona indiscussa della storia romanista, avrebbe potuto incarnare l’identità del club in un momento di così alta visibilità mediatica.
Durante i colloqui preliminari, Ryan Friedkin e Francesco Totti avevano trovato un’intesa di massima, un accordo verbale che sembrava solido. Un punto fondamentale di tale accordo era la garanzia per l’ex numero 10 di poter continuare a gestire le sue attività imprenditoriali parallele, tra cui i numerosi contratti pubblicitari e la sua agenzia di consulenza sportiva, la CT10 Management. L’ingresso in società sarebbe avvenuto con questo ruolo rappresentativo, per poi valutarne eventuali sviluppi operativi futuri.
Successivamente a questi incontri, però, dalla dirigenza non è più arrivato alcun segnale concreto. Complici anche i profondi cambiamenti interni avvenuti a Trigoria nei mesi scorsi, la questione Totti è evidentemente passata in secondo piano nelle priorità del club. L’ex calciatore, inizialmente rimasto perplesso di fronte a questo silenzio, ha poi iniziato a considerare l’ipotesi di un possibile ripensamento strategico da parte della proprietà americana.
Nelle ultime settimane sono circolate anche indiscrezioni riguardo a una presunta irritazione della dirigenza per una cena avvenuta a inizio marzo tra Totti e l’allenatore Gian Piero Gasperini, ma si tratta di voci non confermate. Appare infatti improbabile che un semplice incontro conviviale possa essere la causa principale di un blocco così netto, considerando l’importanza del ritorno di una figura come Totti dopo il suo addio del 2019. La palla è ora nel campo dei Friedkin, dai quali si attende una decisione definitiva per chiudere un capitolo rimasto aperto troppo a lungo.





