Prete-bomber salva la Sammartinese con una doppietta

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Cronache sport calcio
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La Sammartinese ha conquistato la salvezza nel campionato di Promozione emiliano, girone B, battendo 3-0 il Baiso/Secchia nel playout decisivo. A decidere la partita è stato un protagonista inatteso: Francesco Ametta, di professione sacerdote, autore di una doppietta fondamentale.

Don Francesco, 30 anni, è viceparroco a San Martino in Rio. Ordinato sacerdote nel giugno 2022, in questa stagione ha bilanciato il ministero con la passione per il calcio, collezionando 21 presenze e sei gol. “A inizio stagione ci davano tutti per spacciati, invece siamo riusciti ad agguantare i playout e a mantenere la categoria”, ha commentato. Il suo contributo non è stato solo offensivo: ha ricevuto anche sette ammonizioni. “Quest’anno dovevamo salvarci. La prima difesa è l’attacco, quindi se c’è da fermare una ripartenza si spende anche il giallo”.

In campo è conosciuto da tutti come “il don”, un soprannome che ha generato rispetto tra compagni, avversari e arbitri. “Con i compagni è nata una bella amicizia. Mi ha sorpreso piacevolmente che anche gli avversari o gli arbitri mi chiamassero così, o che il fine partita fosse un’occasione per scambiare due parole”, ha raccontato.

Ex mezzala ora impiegato come attaccante, Ametta giocava già prima di intraprendere il percorso religioso. “Ho ricevuto il dono della fede grazie alla mia famiglia e agli amici”, ha spiegato. Un pellegrinaggio a Santiago de Compostela nel 2015 è stato decisivo. “Arrivati alla meta, a messa, nel Vangelo di Marco, Pietro chiede a Gesù cosa viene in cambio a chi lascia tutto per seguirlo, e il Signore risponde: ‘Cento volte tanto’. Ho percepito che in quel momento il Signore rispondesse a me”.

Dopo quella esperienza, ha lasciato tutto per entrare in seminario nella comunità sacerdotale “Familiaris Consortio”. Il ritorno al calcio è avvenuto anni dopo, una volta arrivato nella parrocchia di San Martino. “Ho chiesto al mister della prima squadra, che conoscevo, di potermi allenare con loro per tenermi in forma. Da lì mi hanno chiesto se fossi disponibile a tesserarmi”.

La conciliazione tra impegni pastorali e sportivi ha richiesto un accordo chiaro. “La mia vita è il mio ministero, il calcio rimane un passatempo. Ho uno statuto speciale, la priorità sono gli impegni ministeriali”, ha precisato. La sua domenica tipo prevede la celebrazione della messa al mattino e, quando possibile, la partita al pomeriggio. Anche gli allenamenti serali si incastrano tra le funzioni religiose e le riunioni con i giovani in parrocchia.

Tifoso interista, ammira Lautaro Martinez “non solo per le qualità in campo, ma anche per il suo carisma”. Sul suo futuro da calciatore non ha certezze: “Forse un anno o due. Ma l’occasione per divertirmi con il pallone non mi manca, in oratorio si trova sempre il modo per tirare due calci in porta”.

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