Russiagate all’italiana: gli 007 al lavoro sulla relazione tra Lega e Mosca. Zingaretti: Salvini dice bugie

Il Pd attacca il vicepremier e chiede chiarezza sulla vicenda. Sul caso si attendono le relazioni di Aisi e Aise

Foto Stefano Cavicchi / Lapresse 18 Novembre 2016 Mosca / Russia Politica Una riunione con manager russi a Mosca. Presenti Salvini e Savoini


ROMA – Si infittisce il mistero sul rapporto tra la Lega e la Russia. Mentre l’indagine della procura di Milano prosegue con lo scopo di verificare le identità di chi ha partecipato alla riunione all’Hotel Metropol, il vicepremier Matteo Salvini viene bersagliato da opposizione e alleati. La storia sui fondi russi di cui il Carroccio avrebbe usufruito è una grana dalle dimensioni enormi. E c’è la possibilità, secondo gli 007 italiani, che la vicenda avrebbe potuto mettere in pericolo la sicurezza della nazione. 

Le indagini sul Russiagate

Dopo le pressioni del M5s e del premier Giuseppe Conte, anche il Pd con il suo segretario Nicola Zingaretti ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Salvini a parlare in aula in merito all’inchiesta che lo riguarda: “Il leader leghista – ha affermato Zingaretti – sta raccontando solo bugie. Sarà la procura a dover arrivare alla verità”.

Intanto il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica ha aperto un dossier sul caso Savoini. Si tratta, va ricordato, dell’organo di controllo e garanzia dell’intero Sistema della nostra Intelligence che vuole vederci chiaro sulla posizione del referente della Lega indagato per corruzione internazionale. Saranno ascoltati in merito Luciano Carta, direttore dell’Aise, il nostro Servizio di spionaggio all’estero, e, la prossima settimana, Mario Parente, direttore dell’Aisi, il nostro controspionaggio. L’obiettivo di queste audizioni sarà quello di saperne di più sulla questione russiagate. Vale a dire cosa hanno saputo nel tempo e cosa sanno i nostri Servizi dell’incessante attività sull’asse Roma-Milano-Mosca di Gianluca Savoini. 

Gli incontri analizzati dagli 007 italiani

Sotto osservazione, però, non solo la posizione del presidente dell’associazione Lombardia-Russia. Verrà valutata, infatti, a che quella dell’ex deputato leghista Claudio D’Amico, assessore alla pubblica sicurezza di Sesto San Giovanni e, dallo scorso anno, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale nello staff da vicepremier di Matteo Salvini. La lente di ingrandimento verrà messa soprattutto sull’incontro avvenuto il 18 ottobre 2018 all’Hotel Metropol di Mosca. Gli 007 dovranno ricostruire quanto accaduto finora e così chiarire se l’attività di D’Amico e Savoini possa aver messo a rischio la sicurezza nazionale

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