Ryanair, O’Leary: “Stop interferenze del Governo in business aerei, 1 miliardo per Roma”

Ryanair scalda i motori per l'inverno e rafforza la sua presenza su Roma, annunciando 18 nuove rotte da Ciampino e Fiumicino per un totale di 70 in partenza dalla Capitale.

Ryanair scalda i motori per l’inverno e rafforza la sua presenza su Roma, annunciando 18 nuove rotte da Ciampino e Fiumicino per un totale di 70 in partenza dalla Capitale. Un investimento negli aeroporti romani che ammonterà a 1,3 miliardi di dollari e che porterà oltre 7.000 posti di lavoro, come ha evidenziato l’Ad, Michael O’Leary, illustrando le novità dell’operativo winter che conterà 900 voli a settimana e 13 aeromobili con oltre il 10% di posti in più rispetto al 2019. “Noi vogliamo crescere e speriamo che il nuovo Governo voglia lavorare con noi. Noi non vediamo l’ora”, ha detto il Ceo lanciando però, al tempo stesso, un monito: “si deve regolare lo spazio aereo, non il business. Ita e Alitalia sono la prova che più il Governo prova a interferire e peggio è”. Quello che O’Leary chiede è quindi un mercato più agile, libero da ingerenze da parte dello Stato e sgravato dal peso di tasse infruttuose. “Quello che suggeriamo – ha spiegato, rivolgendosi ancora alla politica – è di fare del turismo una priorità”. La compagnia irlandese prevede infatti di aumentare i passeggeri trasportati nei prossimi tre anni, arrivando già nel 2023 a 56 milioni di viaggiatori da e per l’Italia (di cui 9,4 milioni a Roma), e quindi anche di rafforzare gli investimenti nel Paese.

I numeri vanno bene: le tariffe basse “stanno tornando”, con un aumento minimo che le farà passare dai 40 euro del 2019 a circa 50 euro nei prossimi 4-5 anni (ammesso che però il prezzo del petrolio rimanga sui 95-100 dollari al barile), agosto – nonostante gli scioperi e la mancanza di personale nei grandi scali – per Ryanair è stato un mese “da record”, e le prenotazioni di settembre e ottobre sono buone. Tuttavia, “l’inverno è incerto” e sull’aumento del 20% sull’operativo pesano le incognite legate alle sorti della guerra in Ucraina, alle recrudescenze del Covid, all’inflazione e alla recessione che incombono. Per continuare a poter investire in Italia bisogna allora che il Governo elimini l’addizionale municipale, la cosiddetta “tassa sul turismo” – richiesta già avanzata dalle compagnie low cost all’esecutivo Draghi – e non abbandoni l’aeroporto di Ciampino perché “Roma ne ha bisogno, non può avere solo un aeroporto, sarebbe un monopolio”. Lì c’è già un’infrastruttura che “dovrebbe essere implementata”, ha ricordato O’Leary, facendo presente che in questo modo “potremmo raddoppiare facilmente il traffico”. E sulla questione del rumore provocato dagli aerei ha chiosato: “non siamo noi, siamo vittime dei vari voli militari”, a cui si sommano – ha aggiunto ironizzando – gli “aerei personali di Berlusconi”. Ma se l’ipotesi di un ridimensionamento dell’aeroporto dovesse diventare realtà, l’Ad ha chiarito subito: “non andremo a Frosinone, ci trasferiremo a Fiumicino”.

di Martina Regis

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