Salone libro, ‘bene comune’: record di visitatori, già pronto 2019

Foto LaPresse/Giordan Ambrico

Torino, 14 mag. (LaPresse) –

E’ il Salone dei record, con circa 144.386 visitatori unici al Lingotto di Torino contro i 143.815 del 2017, cui vanno aggiunti i 26.400 al Salone Off contro i 25.000 del 2017. Per un totale di 170.786 visitatori alla 31esima edizione del Salone del Libro di Torino.

E già si pensa al 2019, con le date ufficiali dal 9 al 13 maggio. “Che il Salone 2018 sia un successo clamoroso è fin troppo evidente. Si può certo fare di meglio, ma è difficile fare di più con lo spazio a disposizione”, ha dichiarato Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone, durante la conferenza stampa di chiusura. “Finiamola con la rincorsa dei numeri – ha aggiunto – Il Salone ha centrato comunque il proprio obiettivo: essere il Salone nazionale del libro, quello dove ci sono più editori, più autori internazionali, più lettori, e quello dove si vendono più libri. L’asticella della crescita la dobbiamo fissare sulla qualità del progetto culturale”.

E poi il mistero del Salone, quel paradosso per cui uno spazio immaginato e riempito da scrittori, intellettuali, artisti, pensatori riesce a raccogliere un pubblico enorme: code infinite per Morin, la Müller, Volodine, Limonov.

“Con Nicola Lagioia siamo quasi una coppia di fatto”, ha scherzato il Presidente della Cabina di Regia Massimo Bray. “Non amiamo parlare di evento ma di grande progetto culturale, di laboratorio di idee e contenuti. Questo lo hanno capito le migliaia di donne e di uomini che in questi giorni sono venuti fino qui, hanno fatto la coda e affollato i padiglioni del Lingotto. Sono tutti punti di una sottile linea rossa che unisce il Salone al suo futuro”, ha spiegato. Un futuro che continuerà a vedere la dimensione pubblica in primo piano.

“Non è stato un lavoro facile, ma è stato reso possibile dalla comunità del Salone, dal Circolo dei lettori e dalla Fondazione Cultura Torino. Torino è il Salone e il Salone è Torino”, ha ribadito la sindaca di Torino, Chiara Appendino, scandendo le tappe che porteranno a mettere in sicurezza l’organizzazione del Salone 2019. Primo: prenderà il via la liquidazione generale della Fondazione per il Libro. Gli Enti pubblici faranno la loro parte per provvedere alle erogazioni affinché il liquidatore possa procedere con le obbligazioni di legge nei confronti dei creditori.

Secondo: importanza del valore culturale, l’indipendenza e la solidità del Salone come bene comune. Terzo: sarà la Fondazione per la Cultura Torino il perno dell’organizzazione del Salone 2019, “valorizzando le competenze e professionalità di quanti finora vi hanno lavorato”. L’assessora alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi, ha ricordato anche l’impegno della Regione per progetti come il sostegno ai 52 piccoli e medi editori piemontesi, il Premio Nati per Leggere, Lingua Madre e i 13.000 buoni libro distribuiti agli studenti nei cinque giorni del Salone 2018. Lo stesso impegno è garantito per il Salone del futuro: “Il perimetro delle risorse assicurate per il Salone non cambia. Stipuleremo una convenzione pluriennale con la Fondazione Cultura Torino e ci impegneremo per garantire la tutela occupazionale dei dipendenti del Salone”.

Un giudizio positivo per tutti, tanto per le grandi case editrici quanto per le piccole, con una sostanziale tenuta rispetto alle vendite del 2017, anno per certi versi anomalo vista l’assenza dei grandi gruppi, ma un incremento rispetto al 2016.

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