Salute, scoperta ‘porta molecolare’ che contiene danni cuore dopo infarto

Scoperta la 'porta molecolare' che diminuisce i danni al cuore dopo infarto e ictus. Un team di ricercatori targato Padova ha trovato un nuovo bersaglio, appunto molecolare, che apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci per combattere le malattie cardiovascolari.

MILANO – Scoperta la ‘porta molecolare’ che diminuisce i danni al cuore dopo infarto e ictus. Un team di ricercatori targato Padova ha trovato un nuovo bersaglio, appunto molecolare, che apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci per combattere le malattie cardiovascolari. Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Nature’ con il titolo ‘Identification of an ATPsensitive potassium channel in mitochondria’, è stato coordinato dal dottor Diego De Stefani e dal professor Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova, con la collaborazione di due gruppi di ricerca.

Il problema

Tutte le cellule del nostro organismo hanno bisogno di energia per poter funzionare correttamente. Sono dotate di compartimenti intracellulari dedicati alla produzione di energia, chiamati mitocondri, che vengono per questo definiti ‘centrali energetiche’. I mitocondri usano l’ossigeno che respiriamo e i nutrienti che assumiamo con la dieta e li trasformano con grande efficienza in una ‘moneta comune’ (una piccola molecola chiamata ATP) utilizzata dalle moltissime reazioni che avvengono in ogni istante nel nostro organismo. L’attività dei mitocondri, tuttavia, non è costante, ma deve tenere in considerazione diversi fattori, tra cui la disponibilità di energia, nutrienti, ossigeno, nonché il fabbisogno della cellula. Ad esempio, un muscolo a risposo avrà bisogno di meno energia rispetto ad uno in piena attività. I mitocondri sono in grado di ‘percepire’ queste necessità e adattare la propria attività di conseguenza. Tuttavia, i meccanismi alla base di questa grande versatilità sono compresi solo in piccola parte, e non sempre funzionano in modo ottimale. In diverse condizioni patologiche si verifica, infatti, una ‘crisi energetica’, cioè una condizione in cui i mitocondri sono chiamati a fare gli straordinari.

La scoperta

Il team, composto da ricercatori dell’Università di Padova e del Consiglio nazionale di ricerche – ha spiegato il rettore – “ha individuato un nuovo bersaglio molecolare che è potenzialmente in grado di migliorare l’efficienza dei mitocondri durante le crisi energetiche. Abbiamo scoperto un nuovo canale ionico mitocondriale, cioè una piccola ‘porta molecolare’ in grado di far entrare ioni (in particolare potassio) all’interno dei mitocondri. Questo evento li fa ‘gonfiare’, facendoli funzionare in modo più efficiente e assicurando quindi una maggiore produzione di energia. Siamo inoltre riusciti – ha aggiunto Rizzuto – a dimostrare come l’apertura di questa ‘porta’ durante l’infarto cardiaco riesca a diminuire il danno alle cellule del cuore. Questa importante scoperta rappresenta, quindi, il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci mirati in grado di controllare l’apertura e la chiusura di questa ‘porta molecolare’. La speranza è che questi farmaci si dimostrino efficaci nella riduzione del danno nelle malattie cardiovascolari”.

L’importanza della scoperta

Dal canto suo, De Stefani, del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e coordinatore della ricerca, ha sottolinea che, “purtroppo, in situazioni estreme i mitocondri non riescono a fornire sufficiente energia. Questo è quello che si verifica nelle malattie cardiovascolari, come l’infarto cardiaco o l’ictus. Esse sono infatti causate dall’ostruzione di un vaso sanguigno e oggi rappresentano la principale causa di morte nel mondo occidentale. L’interruzione del flusso di sangue determina la riduzione di ossigeno e nutrienti a disposizione dei mitocondri, dando quindi inizio alla crisi energetica. Ma questa nuova scoperta scientifica apre finalmente nuove speranze per fronteggiare queste patologie”.


di Luca Rossi

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