SANT’ANTIMO – Un normale pomeriggio di controllo del territorio si trasforma in un’operazione che scoperchia un allarmante spaccato di illegalità familiare. Droga, un’arma clandestina pronta a sparare e decine di munizioni. È questo il bilancio di un intervento condotto ieri, 27 settembre 2026, dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Frattamaggiore, che ha portato all’arresto di un uomo di 53 anni e alla denuncia di suo figlio minorenne. L’episodio si inserisce nel quadro dei servizi straordinari ad alto impatto voluti dalla Questura di Napoli per arginare la piaga dello spaccio e la pericolosa circolazione di armi da fuoco nell’hinterland a nord del capoluogo.
Tutto ha inizio nel cuore pulsante della città, piazza della Repubblica. Una pattuglia, durante il consueto servizio di vigilanza, nota un giovane a bordo del suo motociclo. L’atteggiamento del ragazzo, forse un’eccessiva irrequietezza alla vista della divisa, spinge gli agenti a procedere con un controllo. La loro intuizione si rivela subito fondata. Addosso al minore viene trovato un singolo involucro contenente cocaina. Ma è dal vano portaoggetti dello scooter che emerge il quadro più chiaro dell’attività illecita: ben nove dosi di hashish, per un peso complessivo di circa 14 grammi, già confezionate e pronte per essere cedute.
A questo punto, per gli investigatori è chiaro che il ritrovamento potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Sulla base del fondato motivo che potessero esserci altri elementi utili alle indagini, decidono di estendere la perquisizione all’abitazione del ragazzo. È qui che la scena cambia e l’operazione assume contorni ben più gravi. Ad attenderli in casa non c’è solo la conferma dei loro sospetti, ma una scoperta inquietante. All’interno dell’appartamento, gli agenti sorprendono il padre del minore, un 53enne già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
L’uomo viene trovato in possesso di una pistola semiautomatica calibro 7,65, perfettamente funzionante e con il colpo in canna. Un dettaglio, quest’ultimo, che ne suggerisce l’immediata disponibilità all’uso. A rendere l’arma ancora più minacciosa è la sua natura “clandestina”: la matricola, il numero identificativo che ne permette la tracciabilità, era stata accuratamente abrasa, una pratica comune nel mondo della criminalità per rendere impossibile risalire alla sua provenienza, quasi certamente furtiva. Oltre alla pistola, carica con 7 cartucce, gli agenti rinvengono, nascoste all’interno di un borsello, altre 43 munizioni dello stesso calibro. Un piccolo arsenale domestico, pronto per essere utilizzato.
Di fronte a tali prove schiaccianti, per il 53enne sono scattate immediatamente le manette. L’uomo è stato tratto in arresto con le pesanti accuse di porto di arma clandestina e ricettazione. Suo figlio, il minorenne da cui tutto è partito, è stato invece denunciato a piede libero alla Procura per i Minorenni per detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’operazione conferma l’incessante impegno della Polizia di Stato nel contrastare fenomeni criminali che, come in questo caso, si annidano e si tramandano persino all’interno delle mura domestiche.








