Jannik Sinner affronterà lo US Open, ultimo Slam stagionale, senza aver disputato tornei di preparazione. La sua rinuncia ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati ha creato un precedente statistico impegnativo per il numero uno del mondo, una situazione che condivide con Carlos Alcaraz.
I dati storici evidenziano una tendenza netta. Dal 1990, anno di istituzione dei Masters 1000, nessun tennista ha mai conquistato il titolo a New York dopo aver saltato entrambi gli appuntamenti sul cemento nordamericano. Un dato che va oltre la semplice coincidenza.
Le ragioni sono di natura tecnica e fisica. Arrivare allo Slam senza ritmo partita può essere un handicap, specialmente dovendo affrontare da subito incontri al meglio dei cinque set. Cruciale è anche l’adattamento alle difficili condizioni climatiche di New York.
Il caldo umido e le variazioni di temperatura richiedono un acclimatamento che i tornei precedenti sono soliti favorire. La mancanza di questo rodaggio rappresenta un’incognita non trascurabile per qualsiasi atleta.
Per Sinner, l’inattività agonistica è un fattore da considerare. Il suo ultimo incontro ufficiale risale alla finale di Wimbledon, mentre le ultime partite sul cemento risalgono alla vittoria di Miami a marzo. Arriverà quindi a Flushing Meadows con oltre un mese di stop dalle competizioni e senza aver giocato sulla superficie specifica per un lungo periodo.
La storia recente rafforza l’importanza dei tornei di avvicinamento. Anche il solo saltare l’appuntamento in Ohio si è rivelato spesso un ostacolo. L’ultimo a vincere lo US Open senza giocare a Cincinnati è stato Rafael Nadal nel 2019.
Prima di lui, l’impresa era riuscita solo a Juan Martín del Potro nel 2009 e ad Andre Agassi nel 1994. Si tratta di tre eccezioni in oltre trent’anni, un dato che sottolinea la difficoltà dell’impresa che attende Sinner.
Questa situazione, pur presentando un ostacolo statistico, offre a Sinner una grande opportunità. L’altoatesino avrà la possibilità di scrivere una nuova pagina di storia del tennis. Vincendo il titolo, diventerebbe il primo giocatore dell’era Masters 1000 a trionfare a New York senza aver disputato i tornei di preparazione nordamericani. Una sfida che può trasformarsi in un’ulteriore motivazione.





