Jannik Sinner si è raccontato in una recente intervista, offrendo una visione intima della sua carriera e della sua vita. Il tennista ha affrontato il tema degli infortuni con grande lucidità, definendo il corpo come “l’unico avversario che non puoi battere”. Secondo Sinner, quando il fisico impone uno stop, è fondamentale accettarlo e affidarsi agli specialisti.
Durante i recenti periodi di stop forzato, il campione non è mai rimasto inattivo. Ha spiegato di aver continuato a lavorare intensamente in palestra, in campo e con i fisioterapisti, sottolineando come la pazienza sia stata la parola chiave di quel periodo. Ha ribadito che gli infortuni sono una componente inevitabile dello sport professionistico e che la vera sfida consiste nell’essere intelligenti, capendo quando e quanto giocare.
Sinner ha enfatizzato la necessità di una visione a lungo termine, affermando che il successo non è immediato ma frutto di una semina costante. “La differenza la fa sempre il lavoro, la preparazione che fai, non la fortuna”, ha dichiarato, aggiungendo che la sorte può aiutare a vincere un punto, ma mai un’intera partita.
Il momento più difficile della sua carriera non è legato a una sconfitta sul campo, ma a un evento profondamente personale. Ha confessato di voler cancellare il dolore provato a 13 anni e mezzo, quando si è separato dalla sua famiglia per trasferirsi a Bordighera e allenarsi con Riccardo Piatti. “Vorrei cancellare lo strazio di quando a Milano ho salutato mio padre. Piangevo io per lo strappo, ma anche lui”, ha ricordato.
Nonostante la sofferenza, quell’esperienza lo ha forgiato, facendogli capire che ogni scelta comporta nuove opportunità e inevitabili perdite. Ha imparato che una decisione difficile non deve essere sprecata, ma onorata con impegno, costanza e lavoro, senza mai guardarsi indietro con rimpianto.
Guardando al passato, Sinner ha affermato che al se stesso di dieci anni fa direbbe una cosa semplice: “Il talento senza lavoro non è niente”. Non cambierebbe il percorso fatto, ma consiglierebbe al giovane Jannik di scegliere con cura le persone di cui circondarsi.
Ha poi parlato della sua celebre rivalità con Carlos Alcaraz, descrivendola come uno stimolo fondamentale. “Non siamo tutti uguali, i contrasti esaltano”, ha spiegato, evidenziando come le differenze tra il suo stile disciplinato e quello più estroso dello spagnolo rendano le loro sfide affascinanti. Ha ricordato come il tennis abbia sempre vissuto di grandi dualismi, da Borg-McEnroe a Sampras-Agassi, fino ai Big Three.
Infine, Sinner ha svelato come trovi la felicità nelle piccole cose. Ha descritto la gioia di una sciata sulle Dolomiti con gli amici, il tempo trascorso con la famiglia o un’uscita sui kart, una delle sue grandi passioni. “Adoro la velocità, ho bisogno dell’adrenalina per tenere lontana la noia”, ha concluso.





