Il Tribunale di Siracusa ha riconosciuto il luogotenente della Marina Militare Salvatore Legnosecco, deceduto a causa di un tumore legato all’esposizione all’amianto, come “Vittima del Dovere”. La sentenza di primo grado, non ancora definitiva, ha accolto pienamente il ricorso presentato dalla moglie Assunta Restivo e dai figli Vanessa e Antonino.
La famiglia è stata assistita legalmente dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). La decisione del giudice del lavoro, dott. Filippo Favale, è arrivata nonostante la ferma opposizione dell’Avvocatura dello Stato, che rappresentava il ministero.
Secondo la corte, sussiste un chiaro nesso di causalità tra l’adenocarcinoma polmonare, diagnosticato al sottufficiale il 29 gennaio 2020 e che ne ha causato la morte il 7 febbraio dello stesso anno, e l’attività lavorativa svolta. Il giudice ha applicato il criterio del “più probabile che non” per stabilire la connessione.
Salvatore Legnosecco si era arruolato nel 1975, rimanendo in servizio attivo fino al 2017. Nel corso della sua lunga carriera, ha trascorso circa 29 anni lavorando come elettricista sia a bordo di numerose unità navali sia presso le basi e gli arsenali della Marina Militare, luoghi dove la presenza di amianto era diffusa.
Gli accertamenti tecnici eseguiti durante il procedimento hanno infatti evidenziato una significativa e prolungata esposizione ambientale. La fibra killer è stata rilevata in modo massiccio sia nelle strutture edilizie a terra sia nei materiali usati per la coibentazione delle navi su cui il luogotenente aveva prestato servizio.
La sentenza condanna il ministero della Difesa a riconoscere formalmente lo status di vittima del dovere al luogotenente Legnosecco. Di conseguenza, ha ordinato al ministero dell’Interno di aggiornare la graduatoria unica nazionale, inserendo il nome del militare deceduto nell’elenco ufficiale.
L’accoglimento del ricorso garantisce ai familiari il diritto a tutti i benefici previsti dalla normativa in materia. Tra le misure riconosciute figurano una speciale elargizione una tantum, gli arretrati dei vitalizi maturati e altri vantaggi economici stabiliti dalla legislazione vigente per i superstiti.
La decisione ha richiamato inoltre un recente orientamento delle Sezioni Unite della Suprema Corte (sentenza n. 34713 del 2023), che ha chiarito come agli orfani delle vittime del dovere, anche se non fiscalmente a carico, spetti l’assegno vitalizio mensile di 500 euro.
Al termine del procedimento, l’avvocato Ezio Bonanni ha espresso grande soddisfazione per la sentenza, sottolineando l’importanza del riconoscimento ottenuto. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha accolto con favore la decisione, che rende giustizia a Salvatore Legnosecco e ai suoi cari.















