Spari contro carabiniere a Ercolano: preso. Finisce la fuga del 43enne che ha aperto il fuoco sei volte

195
Operazione dei carabinieri

SANT’ANASTASIA – E’ finita in meno di un giorno la fuga del 43enne G.D.A., l’uomo accusato di aver aperto il fuoco contro un carabiniere in borghese al culmine di una violenta lite per motivi di circolazione. Il responsabile, un uomo senza precedenti penali, si è presentato spontaneamente presso la caserma locale nella giornata di mercoledì, accompagnato dal proprio legale, dopo aver capito che per lui non c’era ormai più alcuna via di scampo.

La vicenda, che ha scosso profondamente la comunità di Sant’Anastasia, risale alla tarda serata di martedì. Al termine di un acceso diverbio nato tra i due motociclisti in via Guglielmo Marconi, la situazione è rapidamente precipitata: l’indagato ha inseguito la vittima – un appuntato Scelto dei carabinieri fuori servizio – esplodendo ben sei colpi di pistola contro di lui. Solo il caso ha impedito che la vicenda si trasformasse in un omicidio: dei proiettili sparati, cinque si sono conficcati nella parete di un fabbricato, mentre l’ultimo ha raggiunto la ruota di un’auto regolarmente parcheggiata.

Dopo aver dato l’allarme ai colleghi, la vittima è stata raggiunta dagli uomini dell’Arma di Sant’Anastasia e del Radiomobile di Castello di Cisterna, che hanno immediatamente avviato un’imponente attività investigativa. Il lavoro degli investigatori, condotto in stretto raccordo con la Procura di Nola, è stato fulmineo: le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le perquisizioni a tappeto nei luoghi di pertinenza del ricercato hanno fatto terra bruciata attorno al 43enne, costringendolo alla resa.

L’attività investigativa ha permesso inoltre di ritrovare l’arma utilizzata, che l’uomo aveva accuratamente nascosto. Gli accertamenti balistici hanno riservato un’ulteriore sorpresa: la pistola, che ora è sotto sequestro, era stata rubata dall’abitazione di un poliziotto nel settembre del 2024. Il 43enne risponde ora di accuse pesantissime: porto abusivo di arma, minacce, lesioni aggravate e ricettazione.

Mentre l’autorità giudiziaria valuta l’applicazione di misure cautelari per cristallizzare la posizione dell’indagato, le indagini proseguono per delineare ogni dettaglio di questa folle aggressione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome