Tim, Vivendi chiede l’assemblea e candida Bernabè e Galteri in Cda

Milano – Il gruppo Vivendi ha scritto oggi al consiglio di amministrazione di Telecom Italia “per spingerlo a convocare una assemblea degli azionisti il prima possibile per nominare i nuovi revisori”.

Da quanto si legge in una nota Vivendi ha anche richiesto che l’agenda dell’assemblea includa una votazione sulla revoca di cinque membri del Consiglio di Amministrazione presenti nella lista di Elliott “che hanno mostrato in modo sostanziale una mancanza di indipendenza e del rispetto per le più basilari e fondamentali norme di corporate governance, con conseguenze negative sull’organizzazione e sull’immagine di Telecom Italia”.

“I membri del Consiglio di Amministrazione interessati dalla revoca sono Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti de Ponti. Per sostituirli, Vivendi propone i nomi di Flavia Mazzarella, Franco Bernabè, Gabriele Galateri di Genola, Rob van der Valk e Francesco Vatalaro. Si tratta di membri “tutti indipendenti, con forti competenze ed esperienze consolidate”, si legge ancora nella nota.

Una mossa che era già stata annunciata l’11 dicembre scorso dalla media company francese, la quale punta a rinnovare la squadra, sostituendo gli attuali vertici di Tim con manager di spicco italiani. Elemento, quello dell’italianità, che potrebbe giovare, se il gruppo francese dovesse tornare in sella al board di Telecom, per facilitare i rapporti con le istituzioni e il governo vista anche l’ipotesi, caldeggiata dall’esecutivo, di un’unica rete con Open Fiber.

Certo è che i cinque membri del Cda per i quali Vivendi ha chiesto la sostituzione sono coloro che nei mesi scorsi hanno esercitato con maggior vigore il proprio ruolo di consiglieri indipendenti nei mesi, non allineandosi in più occasioni con le scelte e le strategie del gruppo guidato da Vincent Bollorè.

Anche scorrendo rapidamente la lunga lista di incarichi che Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti de Ponti hanno ricoperto nel corso della loro carriera, emerge la loro grande esperienza in tema di corporate governance internazionale. E per dirla coni francesi nell’ultimo periodo “sono stati coinvolti in particolar modo nei problemi di governance” di Tim, anche in contrasto con le decisioni prese dal gruppo d’Oltralpe.

La posizione espressa più volte da Vivendi di convocare una nuova assemblea per il rinnovo dei revisori era stata condivisa, con una raccomandazione, anche dai sindaci. Ma il consiglio del 6 dicembre, piuttosto movimentato, non aveva deciso in tal senso.

Una scelta contestata da Vivendi 

“Come molte altre prima”andrebbe “contro tutte le regole di governance ed è fonte di disorganizzazione”. Vivendi ha quindi deciso di procedere autonomamente, visto che la legge, all’aticolo 2367 del codice civile, consente al socio con oltre il 5% (e Vivendi sfiora il 24%) di chiedere la convocazione all’assemblea che il Cda deve indire in tempi brevi.

Dopo la prima battaglia, vinta da Elliott, si profila all’orizzonte un nuovo duello tra i primi due soci del gruppo Tim

La mossa di Vivendi segue alla sfiducia votata nel consiglio del 13 novembre sull’amministratore delegato Amos Genish, scelto originariamente dai francesi. Il 18 novembre il Cda di Telecom ha quindi eletto come nuovo amministratore delegato Luigi Gubitosi e il successivo consiglio di amministrazione, convocato per il 6 dicembre, si è svolto in un clima di forti tensione. (AWE/LaPresse)

 

 

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