NAPOLI – L’ordinanza firmata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per regolamentare la movida continua a far discutere. Il provvedimento, pensato per ridurre i disagi legati alla vita notturna nelle zone più frequentate della città, stabilisce il divieto di vendita di bevande da asporto dalle 22.30 e prevede la chiusura anticipata dei locali: all’una dalla domenica al giovedì e alle due il venerdì e il sabato. Le nuove regole resteranno in vigore fino al 29 novembre. Sul tema si confrontano due posizioni contrapposte: da una parte i residenti e i Comitati Civici, che chiedono ulteriori interventi per garantire maggiore vivibilità nelle aree della movida; dall’altra i gestori dei locali, che denunciano un forte impatto economico sulle proprie attività.
Ieri una delegazione dei Comitati Civici è stata ricevuta a Palazzo San Giacomo per presentare una serie di proposte con l’obiettivo di rendere l’ordinanza ancora più restrittiva. Secondo Gennaro Esposito, esponente del Comitato Vivibilità Cittadina, i primi effetti del provvedimento sono già visibili. “L’ultima ordinanza ha già portato dei miglioramenti, soprattutto in piazza Bellini. Per strada ci sono meno persone e di conseguenza meno caos. Si potrebbe fare qualcosa in più per quanto riguarda l’inquinamento acustico. Di notte la musica è ancora troppo alta. Però, al momento va bene anche così. Vedremo a settembre, al ritorno dalle ferie, quali saranno i risultati ottenuti”. Esposito sottolinea anche la necessità di ristabilire un equilibrio tra le esigenze delle attività commerciali e quelle dei cittadini che vivono nelle zone interessate dalla movida. “Intanto abbiamo presentato le nostre proposte anche per ricordare ai titolari dei locali notturni che il suolo pubblico non è di loro proprietà. In passato hanno guadagnato tanto a scapito della sicurezza dei cittadini. È giunta l’ora di porre un freno a tutto questo”.
Di diverso avviso è Giuseppe Pianese, titolare del Caffè dell’Epoca di via Costantinopoli, conosciuto in città come “Peppe Spritz”. Per il commerciante, le nuove regole stanno avendo conseguenze pesanti sugli incassi e sulla sopravvivenza stessa delle attività. “Prima di tutto vorrei ricordare agli esponenti dei Comitati Civici che la salvaguardia dell’ordine pubblico non spetta a noi. Nonostante ciò abbiamo sempre invocato maggiori controlli e in certi frangenti ci siamo spesi in prima persona per salvaguardare l’incolumità dei nostri clienti, invitandoli a tornare a casa quando la tensione saliva alle stelle”.
Pianese riconosce la necessità di garantire sicurezza e tranquillità nelle strade, ma contesta gli effetti economici dell’ordinanza. “Detto questo, vorrei sottolineare come l’ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi incida a dismisura sui nostri guadagni. Da quando è in vigore, abbiamo già contato l’80% degli incassi in meno. Inoltre ci tarpa le ali proprio in un periodo dell’anno che per noi può essere più florido”. Secondo il titolare del Caffè dell’Epoca, il problema potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi, quando piazza Bellini tornerà a riempirsi con il rientro dei cittadini dalle vacanze e la ripresa delle attività universitarie. “A settembre, infatti, con il ritorno dei vacanzieri e con l’inizio delle attività didattiche piazza Bellini si ripopolerà di clienti. Con le regole che ci sono adesso guadagneremo molto di meno. Parecchi titolari saranno costretti a chiudere. Alcuni hanno già abbassato la serranda”.
Per questo motivo gli esercenti chiedono un confronto con l’amministrazione comunale per discutere possibili modifiche al provvedimento. “Pertanto, chiediamo anche noi un incontro in Comune per presentare le nostre controproposte”. La partita sulla gestione della movida napoletana resta quindi aperta: da un lato la richiesta dei residenti di maggiore controllo e rispetto della quiete pubblica, dall’altro il timore dei commercianti che le limitazioni possano compromettere il futuro delle loro attività. Il confronto tra Comune, cittadini e operatori sarà decisivo per trovare un punto di equilibrio tra diritto al riposo e vitalità economica dei quartieri in cui la movida è più sviluppata.









