Ucraina: Putin sferra l’attacco, truppe dirette a Kiev. Chernobyl in mano ai russi

in foto il presidente russo Vladimir Putin annuncia l'inizio dell'operazione militare su Ucraina (Russian Presidential Press Service via AP)

ROMA – E’ guerra in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha sferrato l’attacco contro il Paese, colpendo città e basi militari con bombardamenti mentre i civili si sono precipitati su treni e auto per fuggire. Putin ha annunciato l’operazione militare in una dichiarazione a sorpresa poco prima delle quattro del mattino affermando che lo scopo di Mosca è quello di denazificare e demilitarizzare Kiev. “Chi interferirà pagherà conseguenze mai viste”, ha avvertito il presidente russo, che ha osato riportare la guerra in Europa. “I nostri peggiori timori si sono avverati”, ha affermato il premier britannico Boris Johnson.

Da settimane l’intelligence statunitense aveva lanciato l’allarme di una possibile invasione russa dell’Ucraina e le cancellerie occidentali si sono mobilitate per cercare di scongiurare la guerra. Ma Putin non si è fermato né davanti alle richieste di proseguire sulla via della diplomazia né di fronte alle minacce di sanzioni. La svolta è avvenuta con il riconoscimento delle Repubbliche separatiste del Donbass che ha portato a una prima ondata di sanzioni e condanne da parte dell’Occidente.

L’Ucraina è stata attaccata su tre fronti: attraverso il Donbass a est, la Crimea a sud e la Bielorussia a nord. In serata la stessa Mosca ha confermato che i suoi militari erano entrati via terra sul territorio ucraino, dopo aver affermato di aver condotto solo operazioni aeree. Secondo l’intelligence britannica le truppe russe sono dirette a Kiev e uno dei consiglieri del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato l’allarme di un possibile golpe.

Le forze russe e ucraine hanno combattuto nel distretto di Chernobyl, dove si trova la dismessa centrale nucleare, che è finita sotto il controllo dell’esercito russo. “Una dichiarazione di guerra contro l’intera Europa”, ha detto Zelensky riferendosi all’attacco agli impianti e citando “la tragedia del 1986”. Mosca ha affermato di aver distrutto 74 installazioni militari, tra cui 11 aeroporti nel Paese, nonché 18 stazioni radar di sistemi di difesa missilistica. Secondo il ministero della Salute di Kiev almeno 57 cittadini ucraini, sia militari sia civili, sono morti nell’attacco.

Una serie di esplosioni è stata sentita a Kiev, dove sono suonate le sirene di allarme anti-bombardamento e il sindaco ha introdotto il coprifuoco. Esplosioni sono state avvertite anche a Kramatorsk, quartier generale dell’esercito ucraino, a Kharkiv, la seconda città del paese vicino al confine russo, a Odessa, sul Mar Nero, e a Mariupol. Le autorità della regione di Odessa hanno riferito che almeno 18 persone sono state uccise in un attacco missilistico.

Zelensky ha invitato i cittadini a imbracciare le armi per difendere il loro Paese e ha chiesto di donare il sangue per aiutare i soldati feriti. “La Russia ha attaccato a tradimento il nostro stato al mattino, come ha fatto la Germania nazista negli anni della seconda guerra mondiale”, “ha intrapreso la strada del male, ma l’Ucraina si sta difendendo e non rinuncerà alla sua libertà”, ha affermato Zelensky annunciando la rottura delle relazioni diplomatiche con Mosca.

Kiev ha invitato gli alleati a fare altrettanto, mentre Italia e altri Paesi come il Regno Unito e il Giappone hanno convocato gli ambasciatori russi. Il presidente Usa Joe Biden ha intanto annunciato pesanti sanzioni contro Mosca e ha promesso di difendere ogni centimetro del territorio della Nato, precisando che le forze statunitensi “non sono e non saranno impegnate nel conflitto con la Russia in Ucraina”, ma “servono a difendere i nostri alleati della Nato nell’Europa orientale”.

Anche il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha chiarito che la Nato non ha intenzione di dispiegare truppe in Ucraina ma che verranno protetti i territori dell’Alleanza e che sarà Kiev a decidere se aderire o meno all’organizzazione. In serata Putin è tornato a parlare a un incontro con il mondo imprenditoriale russo. Il presidente ha detto che l’Occidente non gli ha lasciato scelta e che l’operazione militare era necessaria perché le preoccupazioni russe sull’ingresso di Kiev nella Nato non sono state ascoltate.

Per il G7, però, il russo “ha reintrodotto la guerra nel continente europeo. Si è messo dalla parte sbagliata della storia”, hanno affermato i leader del blocco. Contro Mosca ci aspettiamo “sanzioni infernali”, ha aggiunto la ministra consigliera dell’ambasciata dell’Ucraina a Roma, Oksana Amdzhadin, “speriamo in una tregua ma dobbiamo essere pronti a qualsiasi scenario. Le nostre forze armate sono preparate”.

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