Udine, ‘spostava’ soldi dai conti dei ricchi: condannato ex direttore di banca

Due anni di condanna con pena sospesa al termine del patteggiamento

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UDINE – Due anni di condanna con pena sospesa al termine del patteggiamento. E’ questo l’epilogo per Gilberto Baschiera, ex direttore di banca di una piccola filiale di montagna in Friuli. In sette anni avrebbe fatto sparire un milione di euro dai conti correnti dei clienti più facoltosi per distribuirli ai meno abbienti. Quasi 50 anni, ex responsabile della filiale di Forni di Sopra della Banca di Carnia e Gemonese del Credito Cooperativo, è stato licenziato dopo che è stato scoperto l’ammanco di quasi un milione di euro dai conti dei clienti. La procura di Udine gli ha contestato l’appropriazione indebita e la truffa, lui ha patteggiato due anni con pena sospesa con la condizionale. L’ex direttore ha affrontato il processo da imputato libero. Lo scorso anno nelle prima battute del processo, il suo avvocato parlò del suo assistito affermando che bisognava capire come mai un professionista modello senza mai problemi con la giustizia si fosse comportato in quel modo.
Dopo la condanna ha affermato: non sono pentito di quello che ho fatto

Nonostante processo e perdita del posto, il bancario 50enne non si è pentito: avrebbe agito infatti con l’intezione di ripristinare la giustizia, come un novello Robin Hood. “Li avrei restituiti tutti quei soldi. Dopo che la vicenda è venuta a galla ho telefonato a tutti quelli a cui avevo sottratto delle somme per spiegare cosa mi avesse spinto. Ho sempre pensato che oltre a tutelare i risparmiatori il nostro compito fosse soccorrere chi ha bisogno”. Con queste parole si è giustificato l’ormai ex dirigente della Banca di Carnia e Gemonese del Credito Coperativo diForni di Sopra, in provincia di Udine.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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