US Open, Sinner e i big verso il boicottaggio

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Sport tennis
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Un’azione di protesta collettiva potrebbe scuotere il prossimo US Open. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Times, molti tennisti di vertice, tra cui Jannik Sinner, avrebbero raggiunto un accordo per non partecipare al torneo di doppio misto. L’obiettivo è esercitare una forte pressione sugli organizzatori dei tornei del Grande Slam.

La decisione mirerebbe a ottenere un aumento significativo dei montepremi e un miglioramento generale delle condizioni per gli atleti nel circuito. Questa mossa rappresenta un’escalation nelle trattative tra i giocatori e le istituzioni che governano il tennis mondiale, segnalando un malcontento diffuso tra le stelle di questo sport.

Questa possibile forma di boicottaggio segnerebbe un passo deciso rispetto a iniziative precedenti. Durante l’ultimo Roland Garros, ad esempio, i giocatori hanno ridotto il tempo dedicato agli incontri con la stampa come forma di protesta, un’azione che non sembra aver prodotto i risultati sperati. La situazione attuale, però, richiama alla memoria eventi più radicali.

Sebbene si sia ancora lontani dal clamoroso boicottaggio di Wimbledon nel 1973, quando decine di giocatori si ritirarono per sostenere un collega squalificato, l’iniziativa dimostra una nuova determinazione. Proprio di recente, peraltro, Wimbledon ha annunciato un sostanziale aumento del proprio montepremi, un segnale che le richieste dei tennisti iniziano a trovare ascolto, almeno parzialmente.

Il doppio misto dello Slam di New York, rinnovato lo scorso anno durante la “open week”, è diventato il simbolo di questa battaglia. L’edizione precedente ha visto la vittoria della coppia italiana composta da Sara Errani e Andrea Vavassori e si è disputata con una formula innovativa: 16 coppie in un tabellone con set brevi da quattro giochi.

Il torneo ha attirato un numero impressionante di campioni, tra cui Carlos Alcaraz, Alexander Zverev, Novak Djokovic, Elena Rybakina e Iga Swiatek, che hanno offerto spettacolo mescolandosi a specialisti e giovani promesse. Anche Jannik Sinner si era iscritto, ma è stato costretto al ritiro poco prima dell’inizio a causa di un infortunio subito durante la finale del torneo di Cincinnati.

L’eventuale assenza coordinata dei big dal doppio misto di Flushing Meadows non solo ridurrebbe l’attrattiva dell’evento, ma invierebbe un messaggio inequivocabile agli organizzatori dei quattro Majors. La questione del benessere economico dei giocatori è diventata centrale e i protagonisti del circuito sembrano pronti a usare ogni leva a loro disposizione per farsi ascoltare.

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