Usano crediti fittizi per evadere le tasse, indagati commercialisti e imprenditori

Perquisiti dalle fiamme gialle gli uffici dei professionisti e le sedi delle società

MONDRAGONE – Crediti di imposta inesistenti in compensazioni di debiti fiscali: è lo stratagemma che, secondo la Procura di S. Maria Capua Vetere, avrebbero adottato i consulenti fiscali Giuseppe Landa, 59enne mondragonese, e Pasquale Toscano, 58enne di Minturno, per consentire alla cooperativa sociale M.G.G. Futura, che svolge assistenza infermieristica residenziale per gli anziani, di evadere le tasse. E per dare forza a questa tesi investigativa, ieri, il pubblico ministero Gionata Fiore ha disposto delle perquisizioni alla ricerca di atti e dispositivi informatici che contenessero elementi utili all’inchiesta.
A finire nell’elenco degli indagati, con l’accusa di indebite compensazioni, oltre ai due commercialisti, ci sono Giuseppe Giuliano Massimo, 67enne, e la figlia Vanessa, di 34 anni, che si sono alternati nel ruolo di rappresentanti legali della cooperativa Futura con sede a Francolise. Nela lista degli inquisiti pure Bruno Bartolo, 54enne di Roma. Il suo coinvolgimento nell’attività investigativa delle fiamme gialle di Formia è connesso alla veste di legale rappresentante della C.R. Appalti, società in liquidazione dal settembre 2022, con sede a Roma, attiva nel settore delle pulizie di edifici, che pure, grazie a Landa, avrebbe beneficiato di indebite compensazioni.

L’inchiesta finora condotta dai militari della guardia di finanza ha fatto emergere che la M.G.G. Futura avrebbe compensato crediti di imposta per 700mila euro sfruttando un credito “totalmente inventato”, sostiene la Procura.
La C.R. Appalti, invece, rappresentata da Bruno da marzo 2020 al marzo 2023, avrebbe compensato nel 2021 ben 623mila euro derivanti da un credito Ires inesistente indicato nella dichiarazione presentata nel 2019 e acquisito nel 2020.
Landa, in base a quanto documentato finora dagli inquirenti, avrebbe apposto il visto di conformità sulla dichiarazione Ires presentata dalla C.R. Appalti per l’anno 2019 in quella dove viene riportato il credito fittizio, attestando quindi la regolarità e la piena utilizzabilità. E avrebbe anche trasmesso modelli F24 per un importo di 341mila euro con cui sono stati compensati crediti di imposta inesistenti.

Logicamente l’indagine è ancora in corso, quella tracciata dalla Procura di S. Maria Capua Vetere è un’ipotesi investigativa che dovrà essere ulteriormente vagliata. E nel corso di questo iter non è da escludere che possa anche essere dimostrata l’estraneità ai fatti contestati ai cinque indagati (da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile).

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