Vetro italiano: più rinnovabili e meno acqua usata

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Vetro sostenibile
Vetro sostenibile

L’industria italiana del vetro ha confermato il suo impegno verso la trasparenza e la sostenibilità, come emerge dal quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro. Il documento, che analizza il biennio 2023-2024, ha fotografato le prestazioni ambientali, sociali ed economiche di 14 aziende associate, rappresentative dell’80% del settore nazionale.

Nonostante un contesto economico reso complesso dall’inflazione e dalle tensioni internazionali, che ha causato un rallentamento della produzione attestatasi sui 5 milioni di tonnellate, il settore ha mostrato grande resilienza. Gli investimenti per impianti, innovazione, ambiente e sicurezza hanno raggiunto cifre record: oltre 270 milioni di euro nel 2024, a cui si aggiungono 30 milioni specifici per la tutela ambientale. Il fatturato complessivo ha superato i 3,8 miliardi di euro.

Sul fronte energetico, un punto critico per un’industria energivora, il 2024 ha segnato una svolta significativa: la quota di energia consumata proveniente da fonti rinnovabili è balzata al 37%, un netto aumento rispetto all’11% registrato solo due anni prima. Questo progresso è stato possibile grazie a un numero crescente di aziende che hanno scelto fonti non fossili.

Anche le emissioni hanno registrato un andamento positivo sul lungo periodo. Sebbene le emissioni di CO2 per tonnellata di vetro fuso abbiano avuto un lieve aumento rispetto al 2021, risultano in forte calo se confrontate con il biennio 2019-2020 e sono diminuite di circa il 70% negli ultimi 40 anni. Ancor più marcata è stata la riduzione degli inquinanti: dal 2016, le emissioni di ossidi di azoto sono calate del 36,5% e quelle di ossido di zolfo del 42,9%.

Un risultato eccezionale è stato ottenuto nella gestione delle risorse idriche. Grazie all’adozione di sistemi e tecniche innovative, i consumi di acqua per tonnellata di vetro fuso si sono più che dimezzati, passando dai 2,16 m³ del 2016 a 1,18 m³ nel 2024. Questo dato testimonia l’impegno concreto del settore verso un uso più efficiente delle risorse naturali.

L’economia circolare si è confermata un pilastro strategico. Nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi in vetro ha raggiunto l’80,3%, con un aumento del 2,8% del materiale avviato a nuova vita. Le vetrerie hanno utilizzato in media il 57% di rottame di vetro riciclato nei loro processi produttivi, risparmiando così materie prime, energia e riducendo ulteriormente le emissioni.

Dal punto di vista sociale, il settore si è dimostrato stabile, con 11.031 addetti a fine 2024, un numero pressoché invariato dal 2016. La stabilità contrattuale è un punto di forza, con il 91,5% dei lavoratori assunti con contratti a tempo indeterminato. Si è registrato anche un impegno per ridurre il divario di genere.

“Questo Rapporto dimostra che, nonostante le difficoltà, le imprese continuano a percorrere la via di una produzione sempre più sostenibile”, ha dichiarato Marco Ravasi, presidente di Assovetro. “Siamo fermi nel nostro impegno a perseguire la transizione ecologica, ma è necessario il supporto delle istituzioni per vincere questa sfida”.

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