Il team principal di Mercedes, Toto Wolff, ha commentato con un misto di gioia e prudenza il momento d’oro di Kimi Antonelli. Dopo il terzo successo consecutivo del pilota a Miami, che lo ha proiettato in testa al Mondiale con venti punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell, Wolff ha sottolineato la necessità di gestire con attenzione le crescenti aspettative.
Secondo il manager, l’attenzione pubblica su Antonelli è cresciuta a dismisura, specialmente in Italia, dove la sua popolarità è paragonabile a quella di Jannik Sinner. “Con il calcio che non va nemmeno ai Mondiali, da voi si parla solo di loro”, ha affermato, notando come i due atleti siano diventati superstar nazionali. Questa esposizione ha generato un’enorme pressione mediatica e commerciale che il team intende arginare: “Dobbiamo tenerlo in una condizione sicura, le richieste dei media e degli sponsor sono tante”.
La gestione di questa fase delicata è affidata a una squadra esperta che ha contribuito alla maturazione del pilota. Un ruolo chiave è ricoperto da Peter “Bono” Bonnington, come ha ricordato Wolff. “Bono ha lavorato con i più grandi, da Schumacher a Hamilton per tanti anni, e ora è con Kimi. È un buon mentore, ma anche un capo severo che sa come parlargli e Kimi lo ascolta molto”. L’obiettivo è assicurare che il giovane talento mantenga la concentrazione, un percorso in cui anche i suoi genitori hanno avuto un ruolo fondamentale.
Mercedes, che ha puntato sul talento italiano quando era ancora un bambino sui kart, adotta una prospettiva a lungo termine. La scuderia è consapevole che la strada da percorrere con Antonelli è ancora lunga e che il diciannovenne deve misurarsi con avversari competitivi, a partire da un compagno di squadra “estremamente veloce”. “Vogliamo giocare una partita lunga, sia su questo Mondiale, sia con lui”, ha dichiarato Wolff. “Ha davanti a sé una carriera in F.1 di molti anni”.
Il manager austriaco ha concluso con un monito contro le aspettative eccessive. “Nei prossimi dieci o quindici anni può vincere molti campionati, non vogliamo inciampare ora”. Wolff ha messo in guardia sul rischio che, alla prima gara deludente, l’entusiasmo possa trasformarsi in critica. “Nel momento in cui farà una brutta gara, la gente dirà ‘Forse non è la superstar che pensavamo’”. Per questo, è cruciale seguire una traiettoria di crescita che preveda alti e bassi, del tutto normali per un ragazzo della sua età.












