Il metodo Repubblica

Un esempio storico è l’intercettazione telefonica tra il medico Tutino e l’ex governatore siciliano Rosario Crocetta.

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NAPOLI – Prendo in prestito il titolo dell’ultimo editoriale del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, per parlare dell’ennesimo esempio di quello che, ormai, è tristemente conosciuto come “metodo Repubblica/Espresso”. Si punta il personaggio da demolire, si sceglie un episodio insignificante o addirittura inesistente e lo si utilizza per ingenerare nel lettore la convinzione che quel personaggio sia razzista o mafioso.

Così si innesca una reazione emotiva che trae origine dalla memoria collettiva degli orrori del nazismo e delle stragi di mafia. Se accusi l’interlocutore di essere Hitler o Riina, l’attenzione viene spostata dal merito al metodo. Non conta più chi ha ragione e chi ha torto. L’interlocutore è costretto a difendersi e chi attacca passa al ruolo di inquirente.

Un esempio storico è l’intercettazione telefonica tra il medico Tutino e l’ex governatore siciliano Rosario Crocetta.  Siamo nel 2015.

Secondo l’Espresso Tutino avrebbe detto che Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia e assessore regionale, andava “fatta fuori come il padre”. Si scoprì che l’intercettazione era inventata di sana pianta, e infatti i giornalisti e il direttore dell’epoca, Luigi Vicinanza, sono stati condannati in primo grado a risarcire Tutino e Crocetta.

Lo stesso “metodo” utilizzato spesso dall’editorialista di punta de L’Espresso, Roberto Saviano. Quando il ministro dell’Interno Salvini gli ha ricordato la condanna per plagio degli articoli di Cronache, Saviano lo ha accusato di essere “amico della ‘Ndrangheta”. Schizzi di fango che hanno colpito anche Giorgia Meloni, che aveva leso la stessa maestà.

La “cura Pisani”

Qualche anno fa, quando l’eroe (vero) anticamorra Vittorio Pisani, capo della Mobile di Napoli, mise in discussione la necessità della scorta a Saviano, la Repubblica se ne uscì con un articolo in cui si diceva senza mezzi termini che Pisani doveva andare via da Napoli perché aveva “rapporti ambigui”. Stiamo parlando di colui che ha arrestato Michele Zagaria, per intenderci. Fango del quale Pisani si sarebbe liberato solo diversi anni dopo.

L’ultimo esempio è rappresentato dalle tre-pagine-tre che l’edizione napoletana del quotidiano ha dedicato a una frase insignificante attribuita al deputato leghista Gianluca Cantalamessa. Il quale, in un incontro, parlando della gestione dell’accoglienza dei migranti a Napoli, avrebbe descritto (il condizionale è d’obbligo) il ruolo del prefetto e quello del ministro dell’Interno paragonandoli rispettivamente a quello del direttore di un centro commerciale e a quello del proprietario dello stesso. Vale a dire: il prefetto segue le direttive del ministro.

Apriti cielo. Tanto basta a Repubblica per tirare fuori tutto il repertorio, interpretato fedelmente dagli amici “democratici”. “La Lega ci sta abituando a un linguaggio intollerante e razzista”, dice Valeria Valente. “Al Sud la Lega ha reclutato alcuni degli uomini più vicini all’estrema destra”, aggiunge Gennaro Migliore. “Il razzismo e l’odio sociale sono un utile diversivo per coprire le responsabilità…”, osserva il responsabile di una onlus.

A chiusura del “dossier”, un articolo dal titolo: “E ora nasce la rete per monitorare i raid sugli immigrati”. Qui si parla di “sentinelle sul territorio in grado di monitorare gli episodi di violenza contro i migranti”. Cosa c’entri il razzismo, l’idea che una razza sarebbe inferiore a un’altra, con le parole attribuite a Cantalamessa, non è chiaro.

Il contesto politico

Evidentemente, però, la Lega di Salvini sta guadagnando così tanti consensi che anche in Campania potrebbero cambiare parecchie cose da qui a qualche anno. Con le Regionali o le Comunali a Napoli, ad esempio. L’editore di Repubblica e l’Espresso ha già perso la possibilità di fare colazione a palazzo Chigi a spese dei contribuenti, da quando Matteo Renzi è stato rottamato dagli italiani.

Adesso cappuccino e cornetto deve pagarseli lui e nessuno può dargli le dritte giuste sui provvedimenti in via di approvazione. Come la riorganizzazione delle Popolari, che ha permesso all’ingegnere di guadagnare qualche centinaio di migliaia di euro. Ora la Lega potrebbe conquistare anche la Campania, sfrattando De Luca e De Magistris (che nel 2014 ha ospitato “La Repubblica delle Idee” a Napoli).

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Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

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