Il governo è al lavoro per il via libera al Def

Passi avanti per il principale strumento della programmazione economico-finanziaria

ROMA – Non c’è sosta per il governo griffato Lega-M5S. Nei palazzi della politica si continua a lavorare alacremente per trovare la quadra sui numeri. C’è da andare avanti con l’aggiornamento alla nota del Def. E’ previsto per domani. Inoltre c’è da presentare la legge di Bilancio entro il 15 ottobre. Il rapporto deficit/Pil potrebbe attestarsi all’1,9%, con qualche decimo di punto in più rispetto alle stime precedenti, ma comunque all’interno dei parametri europei.

Deficit all’1,9%

Ci si può arrivare utilizzando un margine dello 0,3% rispetto alle stime di primavera attestate sull’1,6%, Ciò significa poter recuperare 17 miliardi di euro, quanto basta per finanziare il congelamento delle clausole di salvaguardia ed evitare il temuto aumento dell’Iva.

Altre risorse da cui attingere

Così le altre risorse a disposizione, a partire dalle entrate che deriveranno dalla pace fiscale, andranno interamente a finanziare le riforme come la cancellazione della legge Fornero sulla pensioni, sul reddito di cittadinanza e flat tax.

L’Italia in sofferenza

Il rapporto deficit/Pil all’1,9% posiziona l’Italia ben al di sotto della media europea, che vede un deficit allo 0,6%, ma in netto miglioramento rispetto al 2,3% del 2017.

Debito pubblico troppo alto

In queste ore ha fatto molto discutere la scelta di Macron in Francia, pronto a varare una manovra che taglia le tasse. Ma al di là delle scelte politiche, che spesso guardano più all’interno dei confini nazionali che non al progetto d’insieme, i francesi hanno un debito pubblico che permette loro misure di questo tipo. Il punto più dolente per i conti pubblici italiani è proprio debito, intorno al 130%, che dopo la Grecia è il più alto d’Europa.

Cos’è il Def

E’ il Documento di economia e finanza regolato dalla legge 7 aprile 2011 numero 39. È il principale strumento della programmazione economico-finanziaria di un governo e indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine. Viene proposto dal Governo e approvato dal Parlamento.

Le tre sezioni di cui si compone

Programma di Stabilità, con gli obiettivi da conseguire per accelerare la riduzione del debito pubblico. Analisi e tendenze della finanza pubblica, con l’analisi del conto economico e del conto di cassa nell’anno precedente, le previsioni tendenziali del saldo di cassa del settore statale e le indicazioni sulle coperture. Programma Nazionale di Riforma (Pnr), con l’indicazione dello stato di avanzamento delle riforme avviate, degli squilibri macroeconomici nazionali e dei fattori di natura macroeconomica che incidono sulla competitività, le priorità del Paese e le principali riforme da attuare.

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