Covid, dall’1 ottobre in Vaticano si entra solo con il Green Pass

Dal primo ottobre, in Vaticano, si potrà entrare solo Green Pass alla mano.

Foto Vatican Media/LaPresse

CITTA’ DEL VATICANO – Dal primo ottobre, in Vaticano, si potrà entrare solo Green Pass alla mano. Lo stabilisce un’ordinanza voluta dal Papa e firmata dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente della pontificia commissione dello Stato della Città, in materia di emergenza sanitaria pubblica.

L’obbligo non si applica per le messe, per il tempo “strettamente necessario allo svolgimento del rito”, per cui però restano in vigore le restrizioni sul distanziamento, sull’utilizzo di mascherine, sull’igienizzazione delle mani, sulla limitazione della circolazione e degli assembramenti.

Il Green Pass sarà obbligatorio per i cittadini, i residenti nello Stato, i dipendenti del Governatorato, dei vari organismi della Curia Romana e delle istituzioni collegate, ma anche per tutti i visitatori e i fruitori di servizi. I controlli all’ingresso spettano alla gendarmeria.

Nell’ordinanza si ricorda che è stato proprio il Pontefice a sottolineare la necessità di “assicurare la salute e il benessere della Comunità di lavoro nel rispetto della dignità, dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni suo membro” e a chiedere che il Governatorato emanasse l’ordinanza per “adottare ogni misura idonea a prevenire, controllare e contrastare l’emergenza sanitaria pubblica in corso nello Stato della Città del Vaticano”.

Nello Stato Città la vaccinazione contro il Covid è su base volontaria, ma già a febbraio la commissione di Bertello aveva emanato un decreto che prevedeva, per chi avesse rifiutato il vaccino, “conseguenze di diverso grado che possono giungere fino all’interruzione del rapporto di lavoro”.

In Vaticano sono “tutti vaccinati”, ha rivendicato Francesco durante conferenza sul volo da Bratislava a Roma, “tranne un piccolo gruppetto che si deve capire come aiutare”. E poi ha ricordato il caso del cardinale no-vax Reynold Burke: “Anche nel collegio cardinalizio ci sono negazionisti e uno di questi è ricoverato con il virus. Ironia della vita”.

di Maria Elena Ribezzo

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