Roma: edicola chiusa rinasce come galleria d’arte

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Rigenerazione urbana
Rigenerazione urbana

A Roma, di fronte al progressivo declino delle edicole tradizionali, un’iniziativa ha segnato un punto di svolta nel recupero degli spazi urbani. Gaetano Orefice, un imprenditore trentenne, ha deciso di contrastare la tendenza che vede i chioschi di giornali chiudere uno dopo l’altro. Ha rilevato una struttura in disuso da anni in piazza Imola, nel quartiere San Giovanni, e l’ha trasformata in un vivace polo culturale.

Il suo progetto, chiamato ‘Santedicola’, è un modello esemplare di rigenerazione urbana e sostenibilità sociale. Anziché lasciare che lo spazio diventasse un simbolo di abbandono, Orefice lo ha reinventato come un luogo multifunzionale. L’obiettivo non è stato solo vendere giornali, ma creare un punto di incontro che potesse rafforzare il tessuto sociale della comunità locale e offrire un’alternativa al consumo di massa.

Il restyling architettonico, affidato a Dispensable Studio Roma e Cantiere Galli Design, ha trasformato i 25 metri quadrati del chiosco in una mini-galleria dal design distintivo, ispirato all’estetica dei chioschi votivi. Questa scelta stilistica ha permesso di creare un forte impatto visivo e di comunicare immediatamente la nuova vocazione culturale dello spazio, integrandolo armoniosamente nel contesto di piazza Imola.

L’offerta di Santedicola è stata attentamente selezionata per riflettere la sua nuova identità. Oltre a quotidiani, l’edicola propone riviste d’arte indipendenti, libri di design, oggetti unici, macchine fotografiche analogiche e una gamma di bevande biologiche. Questa selezione non è casuale: ogni prodotto contribuisce a definire il luogo come un centro di cultura contemporanea e di consumo consapevole.

Il cuore del progetto è l’ambizione di andare oltre la dimensione commerciale. Santedicola è stata concepita per diventare una piattaforma per eventi, piccole mostre d’arte e presentazioni, con l’intento di catalizzare le energie creative del quartiere e creare una comunità attiva e partecipe. Si tratta di una scommessa vinta contro l’idea che i presidi culturali di prossimità siano destinati a scomparire.

L’iniziativa di Gaetano Orefice ha dimostrato che la passione e la visione imprenditoriale possono convertire i problemi in opportunità. Recuperare uno spazio abbandonato significa non solo combattere il degrado urbano, ma anche restituire ai cittadini un luogo di aggregazione, rafforzare i legami sociali e promuovere un modello di città più inclusiva, vivibile e sostenibile.

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