Roma: associazione denuncia abbattimenti illegittimi

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Alberi abbattuti
Alberi abbattuti

L’associazione CURAA (Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti) ha lanciato un forte appello per proteggere il patrimonio arboreo della Capitale. La presidente Jacopa Stinchelli si è fatta portavoce di una crescente preoccupazione contro la pratica degli abbattimenti indiscriminati, richiamando le istituzioni a un intervento concreto per la tutela del verde urbano, delle pinete e di ogni singolo albero.

L’allarme principale riguarda il sistematico utilizzo degli “avvisi in urgenza”, uno stratagemma che, secondo l’associazione, permette di aggirare le normative vigenti. Questa procedura viene applicata a tappeto su intere vie e aree, spesso soggette a vincoli paesaggistici o in concomitanza con l’avvio di progetti edilizi, tranviari e cantieri di scavo, in deroga al codice dei Beni Culturali e alle leggi sulla tutela della fauna.

La questione ha già raggiunto le sedi legali. Stinchelli ha ricordato che è trascorso oltre un anno da quando l’On. Fabrizio Santori ha presentato un maxi esposto alla Procura di Roma sugli abbattimenti ritenuti illegittimi, senza che vi siano stati sviluppi significativi. CURAA si è detta pronta a presentare un’ulteriore, vasta denuncia per documentare tutte le infrazioni commesse nell’ultimo anno in numerose zone, da Viale dei Quattro Venti ai Fori Imperiali, da Ostia a Via Gregorio VII.

L’impatto di questa situazione è devastante. Si parla di decine di migliaia di alberi scomparsi, con una perdita stimata in milioni di chilogrammi di ossigeno e un danno economico di centinaia di milioni di euro. L’associazione ha sottolineato come la sostituzione con alberelli, che spesso non sopravvivono, rappresenti un circolo vizioso e uno spreco di risorse pubbliche.

A destare ulteriore preoccupazione sono le ammissioni del Dipartimento Tutela Ambientale sulla carenza di personale per effettuare controlli in corso d’opera sulle ditte esterne a cui vengono appaltati i lavori. A questo si aggiunge la progressiva scomparsa di figure specializzate come giardinieri e orticultori dal Servizio Giardini comunale.

Questa manutenzione, definita “difensiva”, non solo non ridurrebbe i rischi di crolli, ma simulerebbe una diligenza che si rivela dannosa per il patrimonio arboreo e per le casse pubbliche. Da anni, autorevoli esperti del settore chiedono di parlare di “emergenza alberi abbattuti” e non di “emergenza alberi caduti”, suggerendo di approfondire i possibili collegamenti con altre inchieste su appalti e lavori pubblici.

Stinchelli ha denunciato anche la diffusione, persino nelle commissioni capitoline, di una narrativa ostile ai grandi alberi, descritti come vecchi, malati e pericolosi, da destinare alle biomasse. Questo approccio, antiscientifico, aprirebbe la strada a una devastazione senza controllo e alla speculazione sulla legna di risulta, con un giro d’affari cospicuo e poco trasparente.

Il rischio, conclude l’associazione, è che un bene pubblico di inestimabile valore venga svalutato e trasformato in profitto privato. Gli amministratori hanno l’obbligo giuridico e morale di conservare, curare e proteggere il patrimonio naturale e storico di Roma, garantendo trasparenza e tutela effettiva.

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