NAPOLI – Le indagini della polizia puntano ai filmati registrati dalle telecamere in via Marino Freccia, a Poggioreale, nella notte tra giovedì e venerdì. Dopo il raid armato contro il nipote dell’ex boss di Forcella Luigi Giuliano, detto ’o re, la questura accelera e vuole chiudere il cerchio il prima possibile. La squadra mobile ha ascoltato a lungo le persone che abitano in quel tratto della strada. Cerca informazioni anche in via confidenziale per individuare l’uomo in moto che aveva aperto il fuoco dopo aver avvicinato l’auto di Giuseppe Giuliano. La Scientifica ha recuperato solo un bossolo, ma non l’ogiva. Ad oggi la polizia non sa dove il proiettile si sia conficcato. Gli accertamenti tecnici sono tuttora in corso, fanno sapere dagli uffici di via Medina. Nel frattempo sono stati intensificati i pattugliamenti al rione Luzzatti dopo l’assalto in via Marino Freccia.
Facciamo un passo indietro per capire cosa sia successo quella notte. Gli agenti delle Volanti intervengono d’urgenza in via Marino Freccia a seguito di una richiesta di soccorso. La vittima non è un nome tra tanti: è il trentatreenne Giuseppe Giuliano, nipote dell’ex boss di Forcella Luigi “Lovigino” Giuliano e imparentato con i Mazzarella. Tuttavia la vicenda assume da subito contorni anomali: l’uomo è totalmente estraneo alle dinamiche dei clan, non ha precedenti ed è un noto tiktoker molto seguito dal popolo partenopeo. Secondo quanto ricostruiscono gli specialisti della Squadra Mobile, il 33enne in quel momento si trova a bordo di una Smart rossa quando un uomo a bordo di una motocicletta si avvicina e si ferma all’improvviso. Senza proferire parola, l’aggressore estrae una pistola semiautomatica e apre il fuoco, dileguandosi subito dopo tra i vicoli del quartiere.
Il 33enne rimane illeso, ma lo spavento è enorme. Il sopralluogo effettuato dalla polizia scientifica rivela i primi dettagli. Nonostante l’esplosione del colpo sia certa — viene infatti rinvenuto e sequestrato un bossolo a terra — sulla carrozzeria della Smart non appaiono fori di entrata, né viene recuperata l’ogiva nelle immediate vicinanze. Questo suggerisce agli esperti di balistica che il colpo sia stato esploso verso il basso, forse per spaventarlo. Gli investigatori ascoltano a lungo Giuliano, il quale conferma di risiedere a Forcella ma di frequentare abitualmente il rione Luzzatti per far visita ai familiari. Resta da chiarire il movente. La Procura sospetta un avvertimento trasversale: non diretto a lui, ma ai familiari.



















