Luciano Darderi ha conquistato la sua prima semifinale in un torneo Masters 1000, superando lo spagnolo Jodar al Foro Italico di Roma in una partita terminata a tarda notte. L’atleta italiano ha prevalso al termine di un incontro combattuto, chiudendo la sfida con una vittoria che segna un punto di svolta nella sua carriera.
Al termine del match, Darderi si è presentato ai microfoni visibilmente provato ma felice. “Dopo aver perso il secondo set in quel modo, non pensavo di vincere”, ha ammesso, riferendosi ai due match point avuti sul 5-4. “Ho cercato soltanto di lottare e spingere. L’ho vinta fisicamente e mentalmente, quindi sono molto contento”.
Entrando nel dettaglio tecnico della partita, il tennista ha spiegato la sua strategia contro Jodar. “Cercavo di giocare più sul suo dritto perché è più solido con il rovescio, e poi provavo a cambiare un po’ il ritmo”. Un fattore determinante è stata l’umidità, che ha reso il rimbalzo della palla molto basso. Darderi ha anche espresso ammirazione per l’avversario: “Mi ha sorpreso, non pensavo fosse così forte”. Lo ha definito “un mostro” per la sua capacità di fare male quando aveva in mano lo scambio.
Questa vittoria rappresenta per Darderi una crescita importante, soprattutto dal punto di vista della tenuta psicologica. “Mi sento un giocatore più forte, soprattutto a livello mentale”, ha dichiarato. “Non mollo mai, e l’ho dimostrato sia contro Zverev che contro Jodar”. Nonostante il grande risultato, ha sottolineato che ci sono ancora molti aspetti del suo gioco da migliorare insieme al suo team.
Ora lo attende la sfida in semifinale contro Casper Ruud. Prima del prossimo incontro, Darderi seguirà la sua consueta routine di recupero per smaltire la fatica. “Farò massaggi, ghiaccio, mangerò bene e dormirò. È ancora difficile comprendere di essere in semifinale, perché è una cosa grande per me”, ha concluso.
Un’ultima curiosità emersa durante l’incontro riguarda il continuo cambio di racchette. L’elevata umidità ha costretto l’atleta a modificare costantemente la tensione delle corde per trovare il giusto feeling. “Sono partito con una tensione a 25, poi sono sceso a 24 e ho dovuto calare ancora con il passare delle ore”, ha spiegato, ringraziando gli incordatori per la loro pazienza e professionalità.










