Tensione nelle truffe bancarie dei Mazzarella. Dal carcere il boss ordinò il pestaggio del genero

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Michele Mazzarella, Marianna Giuliano e Gennaro Brusco

NAPOLI – Nelle 916 pagine dell’ordinanza che hanno accompagnato i provvedimenti notificati all’alba di lunedì dai carabinieri ai 16 indagati ritenuti vicini al clan Mazzarella, accusati a vario titolo di truffe bancarie, emergono particolari inquietanti. A capo dell’organizzazione c’erano anche i vertici della cosca, Ciro Mazzarella e Michele Mazzarella. A fare le veci di quest’ultimo, quando era detenuto nel carcere di Siracusa, era la moglie, Marianna Giuliano (sottoposta al divieto di dimora), figlia di Luigi Giuliano, il re di Forcella.

Michele Mazzarella e Marianna Giuliano, secondo le accuse, concessero a Gennaro Brusco, compagno della figlia, la gestione del business, messo in piedi anche grazie alla collaborazione dei Licciardi, che diedero l’autorizzazione a un loro affiliato di collaborare con la cosca rivale. Nel gruppo, però, si registrarono tensioni quando, nell’agosto del 2023, Gennaro Brusco minacciò la compagna con una pistola. Dell’episodio venne a conoscenza Michele Mazzarella, che ordinò il pestaggio del genero, come si legge all’interno dell’ordinanza, e l’allontanamento del giovane e degli altri affiliati a lui riconducibili dal clan.

Nel periodo in cui il genero di Michele Mazzarella entrò in rotta di collisione con la compagna, il 26enne si avvicinò ai Contini, notizia che mandò su tutte le furie Marianna Giuliano. La situazione, però, nel corso dei mesi rientrò.

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